Il prefetto: "Portello ripulito dallo spaccio, ora tocca ai parchi"

PADOVA. «Il rione Portello siamo riusciti a ripulirlo, ora la nostra azione continuerà in altre zone della città. Noi, istituzioni e forze dell’ordine, siamo uniti. Padova è una città sicura». Con i numeri alla mano dell’attività operativa svolta e l’idea ben chiara su come proseguire, il prefetto Ennio Mario Sodano fa il punto sul problema della sicurezza circondato da quelli che sono i suoi alleati nella quotidiana battaglia contro crimine e degrado: Comune, Provincia, polizia, carabinieri e guardia di finanza. Ne esce un consuntivo incoraggiante e viene delineato un futuro ricco di nuove iniziative: come la sorveglianza dei parchi cittadini, i controlli all’uscita delle scuole, il presidio costante dei quartieri difficili e il potenziamento della rete di telesorveglianza. A Padova, oltre ai militari dell’esercito, arriveranno anche i baschi verdi, corpo speciale della Finanza. All’attività operativa si aggiunge il monito del sindaco Flavio Zanonato: «Il degrado non deve essere usato dalle forze politiche di minoranza come la gallina dalle uova d’oro. Tutti insieme ce la possiamo fare».
I numeri. Nel corso del vertice convocato ieri mattina in Prefettura, Ennio Mario Sodano ha presentato i numeri dell’attività svolta nei mesi di giugno, luglio e agosto. Durante l’estate sono state arrestate 249 persone e denunciate ben 750. Per quel che riguarda la lotta allo spaccio sono stati sequestrati complessivamente tre chili e mezzo di droga, con l’eroina che supera abbondantemente la cocaina perché ora spopola tra i giovani. «Spendono poco,la sniffano, la fumano» dicono preoccupati gli investigatori. In questi tre mesi di attività sono stati espulsi anche 49 clandestini e non manca il presidio sulle strade del sesso, con ben 62 multe elevate per la violazione dell’ordinanza anti-prostituzione.
«Nuove telecamere in arrivo». «Stiamo studiando il potenziamento della rete di videosorveglianza», annuncia il prefetto Sodano, «arriveranno sistemi tecnologicamente molto avanzati da posizionare in alcune zone calde della città». Il prefetto non vuole rivelare i particolari del progetto ma non è escluso che le istituzioni cittadine stiano pensando alla creazione di una sala operativa ad hoc, con personale impiegato nell’arco delle 24 ore. «Per il resto le zone che sorveglieremo in modo incessante nei prossimi mesi sono quelle note: Stanga, stazione, Arcella e piazze del centro».
«Colpire chi compra droga». Lo spaccio resta comunque uno dei problemi cronici di Padova. «Colpire gli spacciatori va bene ma bisogna concentrarsi anche su chi la droga la compra. Per questo abbiamo deciso di svolgere una serie di servizi davanti agli istituti scolastici» annuncia il colonnello Renato Chicoli, comandante provinciale dei carabinieri, «l’eroina purtroppo sta tornando alla grande soprattutto tra i giovani perché costa poco».
«I cittadini sono fondamentali». Il questore Vincenzo Montemagno ha voluto soffermarsi sull’importanza del rapporto con le circoscrizioni, che forniscono quotidianamente segnalazioni alla polizia. «I dati confermano un’azione pressante da parte nostra e di tutte le altre forze dell’ordine» evidenzia il questore, «sono orgoglioso di poter dire che abbiamo bonificato il Portello. Ora metteremo sotto pressione altre zone critiche».
«Attenzione ai videopoker». Il comandante provinciale della guardia di finanza Guido Zelano, dal canto suo, ha confermato l’impegno dei suoi uomini sul fronte della sicurezza dei prodotti: «Stiamo monitorando anche i locali che tengono i videopoker, dove spesso vengono riscontrate situazioni di illegalità e disagio».
«Lotta all’etilismo giovanile». Il sindaco Flavio Zanonato riassume così i “mali” della città che governa: «Etilismo giovanile, accattonaggio molesto e degrado negli atteggiamenti. Bisogna combattere su questi tre fronti. Faccio un esempio: i writers sono un elemento di degrado. Non parlo di Kenny Random di cui anch’io ho un quadro a casa, ma di tutti gli altri che sfregiano muri e monumenti della nostra città. In generale la situazione va risolta anche puntando sui servizi sociali per aiutare chi vive nel disagio».
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