Il gelataio Stecchi muore a 39 anni stroncato da un ictus

PADOVA. Un ictus se lo è portato via. Avrebbe compiuto 40 anni il giorno di Natale, Riccardo Stecchi: l’altra notte si è sentito male nella casa in via Caffi 2/b a San Bellino, dove abitava con i genitori Mario e Gianna. E con l’adorato border collie Rusty. Di corsa in ospedale, con l’ambulanza, in condizioni disperate. Ore di angoscia, appese a un filo. Ieri pomeriggio la famiglia disperata e gli amici in lacrime, gli hanno detto addio. Non c’era più nulla da fare. La vita l’aveva abbandonato.
Dal 1997 Riccardo Stecchi era titolare del Gelatiere, sotto i portici dei palazzoni nuovi a Mortise. Lì ieri c’era la sua collaboratrice a dare la notizia ai molti clienti e amici che arrivavano come sempre. E da subito sono cominciati ad ammonticchiarsi fiori e biglietti con frasi di dolore e di grande affetto. Era molto amato, Riccardo, e pieno di amici. Si faceva benvolere per via di quel suo carattere cordiale, sempre sorridente, pronto alla battuta. Uno simpatico, che amava stare con gli amici e da loro era circondato. «Praticamente siamo nati assieme», racconta Veronica Vistosi, che abita di fronte. E’ a casa della famiglia Stecchi, dove c’è anche la sorella di Riccardo, Antonella; con loro è rimasta tutto il tempo in ospedale, fino alla fine. «Era una persona speciale, ma veramente. Andava matto per la tecnologia», ricorda, e le parole le si spengono in gola «ogni nuovo modello di apparecchio era suo. E andava matto per il lavoro: i suoi erano i gelati più buoni di Padova. In questo ha seguito le orme paterne: suo papà lavorava in un’azienda di gelati, dove anche lui aveva iniziato a lavorare. Poi si è messo in proprio».
La data dei funerali di Riccardo Stecchi, che saranno nella chiesa di San Bellino, non è ancora stata fissata.
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