Il bimbo conteso di Cittadella, denunciati zia e nonno

Tutta Italia parla del filmato trasmesso da "Chi l'ha visto?" sull’azione delle forze dell'ordine in una scuola elementare di Cittadella. Il bimbo, dieci anni, con i genitori separati, è in una struttura protetta a Padova. Il capo della Polizia Manganelli avvia un'inchiesta interna e chiede scusa. Il ministro Cancellieri: «Turbata ma aspettiamo». La diretta con tutti i commenti

PADOVA. La polizia e la Questura di Padova nella bufera dopo il filmato trasmesso da «Chi l’ha visto?» sul caso del bimbo di Cittadella, trascinato via a forza all’uscita da scuola per essere portato a una struttura protetta dopo la decisione del giudice di affidarlo al padre. Un filmato che ha fatto il giro della Penisola, provocando un fiume di reazioni (leggi la cronaca con i commenti). Dopo una giornata intera di attacchi e richieste di chiarimenti, è il capo della polizia Antonio Manganelli a esprimere «profondo rammarico» e ad assicurare «massimo rigore nell’inchiesta interna avviata». La scuola è una elementare del Comune di Cittadella, i poliziotti sono quelli dell’ufficio minori della questura di Padova. Dopo i richiami dei presidenti delle camere Fini e Schifani, il governo riferirà in parlamento con il sottosegretario agli interni Carlo De Stefano.

Il mattino seguirà in diretta la giornata con aggiornamenti ora per ora.

Ore 19.45. Mussolini: "Il bimbo vuole stare con la mamma"
«Al bambino mi sono presentata come volontaria. Sono stata con lui circa quindici minuti. È provato e a disagio. Non vuole parlare con gli adulti ma si relaziona con gli altri bambini che ci sono». Alessandra Mussolini ha raccontato a "Pomeriggio Cinque" del suo incontro, in una struttura protetta di Padova, con il bambino portato via da una scuola veneta in esecuzione di un provvedimento del giudice minorile. La deputata del Pdl, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, ha aggiunto: «il questore non voleva farmi entrare nella casa protetta. Ho rassicurato il bambino, dicendogli che volevo solo ascoltarlo e lui mi ha detto "Me ne voglio andare, voglio andare a casa da mia mamma. Torno a giocare, perché a nessuno interessa cosa voglio io"».

Ore 19.30. Crepet: "L'autoritarismo non porta da nessuna parte"
«Trascinato per terra come fosse un delinquente, per un bieco autoritarismo che non ha mai portato da nessuna parte. Per un conflitto fra due adulti è stato dilaniato il corpo di un bimbo conteso. Padova non meritava un episodio tanto odioso. Purtroppo si continua a negare il futuro a chi ne ha più diritto», lo ha detto lo psicologo Paolo Crepet, ospite della Fiera delle Parole. Leggi l'articolo completo

Ore 19.15. Il questore Montemagno: "L'operato dei miei uomini è stato cristallino"
L’operato dei miei uomini è stato cristallino». Così il questore di Padova Vincenzo Montemagno, in una intervista a ’Repubblica.it’ difende l’agente e l’ispettore di polizia che hanno partecipato alle concitate fasi dell’allontanamento dalla scuola del bimbo di Cittadella. «L’ispettore e l’agente presenti a scuola - racconta il questore - hanno aiutato in tutti i modi il bambino per evitare che si facesse male». Montemagno spiega che la reazione violenta del bimbo è esplosa all’esterno della scuola, alla vista dei parenti della madre, della zia e del nonno. «Il bambino che era accompagnato dal padre ha iniziato a divincolarsi, si è buttato a terra e il padre, che era stato aggredito dal nonno, lo ha preso per i piedi». L’intervento dell’agente presente alla scena, aggiunge il questore, è stato quello di «prendere per le spalle il bambino, cercando di farlo alzare da terra per accompagnare il padre verso l’autovettura dei servizi sociali che era lì vicino». Secondo Montemagno, «la scena è brutta e tocca tutti ma è questo l’unico intervento del poliziotto, in un contesto che va chiarito». Guarda l'intervista completa

Ore 19.00. Saia (Cn): "Giusto l'intervento della polizia, perché Manganelli ha chiesto scusa?"
«L’intervento delle forze dell’ordine, in quel momento e con quelle modalità, è stata una scelta dolorosa ma inevitabile, frutto delle decisioni del giudice che ha emesso la sentenza di allontanamento dalla madre, per gravissime ragioni. Sentenza che non è stata rispettata dalla madre stessa nonostante l’intervento di psicologi, assistenti sociali e forze dell’ordine». Lo afferma Maurizio Saia, senatore di Coesione Nazionale. «Voglio rassicurare i cittadini anche su questo fronte - prosegue - il caso è seguito, da anni, da parte dei migliori specialisti, con attenzione. Ho da poco terminato l’incontro con il questore al quale ho rinnovato tutta la mia solidarietà a lui e ai suoi operatori, in particolare all’ispettore coinvolta: è evidente la manipolazione del fatto da parte di chi vuole tutelare interessi egoistici che nulla hanno a che fare con il bene del minore. È inqualificabile che, sull’onda della disinformazione più becera, il Capo della Polizia, Manganelli, invece di difendere l’operato dei suoi uomini, chiede scusa ai famigliari. A quali famigliari chiede scusa? Quelli che hanno interrotto, con la violenza, le forze dell’ordine nello svolgimento del loro dovere? Ai famigliari che con urla e strattonamenti hanno creato un trauma in un bambino già sofferente di problemi patologici gravi? Qui - sottolinea - chi deve chiedere scusa è chi sta gettando fango sulle forze dell’ordine, sugli assistenti sociali e sui giudici che hanno agito con il solo scopo di tutelare il minore. Se poi il sistema non funziona, la prima colpa è di noi politici che dobbiamo evidentemente modificare, in meglio, le norme al riguardo».

Ore 18.45. Pagano (Pdl): "Serve una riforma del divorzio"
«Il dramma consumatosi in provincia di Padova ai danni di un bimbo di appena dieci anni può considerarsi la punta dell’iceberg di un problema più ampio che ci deve fare interrogare non solo sulla insensata brutalità con cui avvengono le separazioni nel nostro Paese e che causano nei figli di genitori separati o in attesa della separazione ferite insanabili, ma anche sulla necessità di un radicale ripensamento delle attuali normative che regolano gli istituti della separazione e del divorzio, al quale dovrà indispensabilmente prevedersi un’adeguata formazione degli organi giudicanti, dei difensori nonchè dei periti, consulenti e assistenti sociali». È quanto afferma, in una nota, Alessandro Pagano, capogruppo Pdl in Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza

Ore 18.30. Casini: "Andare a fondo sulle responsabilità"
Sulla vicenda del bambino di Cittadella, con l’intervento della polizia sulla questione dell’affidamento ai genitori «bisogna andare a fondo e vedere veramente la responsabilità, perchè è una responsabilità grave che non può essere minimizzata». Lo sostiene Pier Ferdinando Casini, che ne ha parlato, a Bologna, a margine del congresso regionale dell’Udc. «È un episodio tristissimo - ha aggiunto - però richiamerei alla responsabilità i genitori: la separazione è sempre un trauma, ma la responsabilità verso i figli è anche nel non coinvolgerli e non portarli a diventare oggetto della lite tra genitori».

Ore 18.00. La vicenda nel tritacarne delle tv. Il padre: "Mio figlio sta bene".
La vicenda del bimbo di Cittadella finisce sui principali programmi televisivi del palinsesto pomeridiano. Sia "la vita in diretta" su RaiUno che "Pomeriggio 5" su Canale5 si occupano della vicenda coinvolgendo nel dibattito protagonisti, avvocati, parlamentari e opinionisti. Sulla tv statale il padre del bambino di Cittadella ha voluto però rassicurare tutti sulle condizioni del piccolo: "Sta bene ed è sereno. Si sta riprendendo da anni di manipolazioni, così come stabilito dal decreto della Corte d'appello". Guarda il video

Ore 17.30. Renzi: "Vicenda che ha ferito il cuore degli italiani"
Riferendosi all’episodio avvenuto a Cittadella il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del centrosinistra Matteo Renzi, ha affermato che «non c’è nessuno che vedendo quelle imamgini non sia umanamente provato e lo vorrei dire da papà, prima ancora che da politico. Io credo - ha aggiunto - che ogni commento suonerebbe come un tentativo di strumentalizzare una vicenda che ha ferito il cuore di tanti italiani. Io credo che c’è un problema di leggi e di singolo intervento e un problema di una vicenda specifica, ma io credo anche che quando un bambino venga caricato a forza come abbiamo visto, il cuore delle persone normali non può che stringersi».

Ore 17.15. I compagni di classe: "Ma possono rapire anche noi?"
Ragazzini che si svegliano impauriti la notte, bambine che chiedono preoccupate alla mamma «ma anch’io allora posso essere rapita dai poliziotti?»: sono alcune delle reazioni dei figli raccontate oggi dai genitori degli studenti della scuola dove l’altro ieri un bambino di 10 anni è stato prelevato a forza dalle autorità. «È passato senz’altro un messaggio sbagliato - afferma una mamma davanti al cancello dell’istituto -. I bambini non l’hanno presa bene». «Le mie figlie, anche se non hanno assistito alla scena, erano decisamente spaventate - spiega un’altra mamma, che sta vivendo anch’essa una difficile causa di separazione - Non vorrei essere la prossima, spero non mi accada mai perchè credo che se mi portassero via una figlia in quel modo potrei arrivare ad ammazzare». La maestra di una classe quarta, i cui alunni in gran parte non avevano ancora saputo del fatto, ha preferito parlarne oggi con i suoi ragazzi: «ho detto loro, prima che potessero apprenderlo in un modo più crudo, che nella nostra scuola era successo un fatto molto grave di cui preferivo parlassero più dettagliatamente i loro genitori. Questa è una vicenda in cui non una o due persone ma tutti escluso il bambino hanno sbagliato»

Ore 17.05. Mussolini: "Scandalo nello scandalo, non vogliono farmi entrare"
«C’è uno scandalo nello scandalo»: lo denuncia la parlamentare Alessandra Mussolini, a Padova per fare visita al bambino allontanato dalla madre. I deputati, ricorda, hanno come prerogativa anche il potere ispettivo, sancito dalla Costituzione. «Sono stata un’ora e mezza fuori dalla casa-famiglia - accusa Mussolini - .Posso comprendere che la suora e gli educatori possano non conoscere che un deputato possa entrare ovunque. Allora ho chiamato il ministro dell’interno Cancellieri e lei mi ha risposto ’lo dice lei che il parlamentare può entrare». Per Mussolini, «il ministro ignora la Costituzione».
Alessandra Mussolini ha detto di aver chiesto al ministro: «mi sta dicendo che un parlamentare non può accedere?». Cancellieri, secondo quanto riferito dalla parlamentare, avrebbe risposto: «in questa faccenda non voglio entrare, parli con il ministro Severino». «Un ministro dell’interno - accusa Mussolini - nega la prerogativa ispettiva a un parlamentare». Racconta poi di aver visto il bambino tolto alla madre e di «averlo trovato provato». «Gli ho detto che ero una volontaria - spiega - che mi chiamavo Ale. Altro non posso dire»

Ore 17.00. Mussolini: "Il bambino è provato e vuole tornare dalla mamma"
L’on. Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione Infanzia alla Camera, e il senatore padovano Maurizio Saia sono stati ricevuti dal Questore di Padova Vincenzo Montemagno per parlare dell’episodio del bambino conteso. Alla comunità nella quale il piccolo è attualmente ospitato si sono presentati da stamane numerosi politici locali e nazionali. Ultima anche l’on. Mussolini che ha chiamato il ministro Cancellieri e il questore di Padova per convincere gli operatori della struttura a farla entrare. La parlamentare è venuta a contatto con il bambino.

Ore 16.50. La casa-famiglia: "Il bimbo sta bene, lasciatelo in pace"
I bambini giocano a pallone nel piccolo cortile della comunità protetta di Padova dove da mercoledì pomeriggio un loro compagno ha iniziato una nuova vita. E tra una pallonata e l’altra sorvegliano la stradina di sassi che porta alla palazzina. «Il nostro amico sta bene, è dentro. Perchè siete qui?» chiede un ragazzino parecchio sveglio, quasi infastidito dal via vai di estranei nella comunità. Il loro compagno è finito sui giornali e passa su tutti i tg. I bimbi lo sanno e cercano di proteggerlo. Appena il cronista arriva a suonare il campanello del complesso, tutti sono già allertati. «Spero che venga lasciato in pace - spiega riluttante l’operatrice dell’onlus che ha in carico il ragazzino - perchè merita di vivere una vita normale e non credo proprio che tutta questa attenzione sul suo conto gli faccia bene. Posso dire che sta bene, e spero che questo basti a spegnere i riflettori su questo caso».

Ore 16.45. Sap: "No a giudizi affrettati sull'operato dei poliziotti"
Sugli «eventuali errori e responsabilità» da parte dei poliziotti nella vicenda del bambino di Cittadella, il sindacato di polizia Silp-Cgil ritiene «serio e doveroso, se si vogliono evitare giudizi affrettati, attendere l’esito degli accertamenti interni e di quelli della magistratura, che saranno effettuati sulla base di fonti diversificate e non solo di parte». La segreteria del Silp sottolinea inoltre che «è ben presente nella cultura professionale di tutti gli operatori di polizia, e in particolare di quelli specializzati, il principio secondo il quale sono i diritti dei minori il bene che sopra ogni cosa deve essere tutelato quando gli organi di polizia intervengono nei loro confronti, di iniziativa o su richiesta dell’autorità giudiziaria».

Ore 16.30. Claudia Mori: "Disgustata e mortificata da questo episodio"
«Sono disgustata, mortificata e addolorata per lo spregevole spettacolo del bambino di dieci anni trascinato come un animale in terra e spinto a forza dentro a una macchina da chi lo avrebbe dovuto proteggere e amare». Così Claudia Mori sul suo profilo Facebook riguardo alla vicenda del bambino maltrattato a
Cittadella. «Ma che razza di società è questa che abbiamo creato - continua la Mori - che brutalizza dei bambini in questo modo, che ignora le loro esigenze e volontà». «C’è sempre qualcun’altro che - aggiunge - si erige a giudice fino al punto di consentire di essere trattato come una bestia senza diritti, trascinandolo sul selciato con violenze e brutalità! Il trauma subito da questo bambino lo segnerà per sempre! Chi lo sanerà, se mai sarà possibile? Chi pagherà per questa inaccettabile e orrenda violenza? È ora di dire BASTA! BASTA! BASTA! Dobbiamo rispettare i bambini,proteggerli e amarli, oltre ogni miseria umana. Così come gli anziani che troppo spesso sono abbandonati e violentati come nel filmato trasmesso dai tg ieri che ha svelato le brutalità commesse da una pseudo badante, ai danni di una signora novantenne. Vigliacca!», continua Claudia Mori su Facebook.

Ore 16.00. Cicchitto (Pdl): "Errore la denuncia a zia e nonno"
«La Questura di Padova, denunciando lo zio e la nonna del bambino, aggiunge errore ad errore». Lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.

Ore 15.50. Anche una terza persona denunciata
Potrebbe essere uno dei genitori dei compagni di scuola del bambino, che avevano aiutato i parenti nel tentativo di trattenere sul piazzale il piccolo, la terza persona segnalata alla magistratura. La Questura ha fatto pervenire alla Procura anche il video sull’operazione girato dagli agenti della Polizia Scientifica. Non sono stati forniti per ora particolari su queste immagini che, comunque, riprenderebbero da un’altra angolazione, rispetto alle riprese choc girate dalla zia del bambino, le fasi dell’ esecuzione del provvedimento dei giudici. In particolare nelle immagini, si è appreso, si noterebbero le azioni dei famigliari e delle altre persone che hanno tentato di opporsi agli agenti di Polizia e al padre del ragazzino. Un video, è precisato dalle stesse fonti, che al momento non è assolutamente visionabile e la cui eventuale diffusione potrebbe a questo punto essere decisa solo dall’autorità giudiziaria. Tutte le fasi di esecuzione del provvedimento del Tribunale dei Minori sono state seguite dalla Sezione Minori e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Padova.

Ore 15.45. Indagati zia e nonno per oltraggio e resistenza
La zia materna ed il nonno del bambino di 10 anni prelevato a forza l’altro ieri da scuola su ordine del Tribunale dei Minori sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per le ipotesi di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Con loro, nella comunicazione di notizia di reato inviata alla Procura, comparirebbe anche una terza persona. Lo si apprende da fonti investigative

Ore 15.00. Ascierto: "Polizia ha fatto il suo dovere"
 «Lo dico da uomo divorziato ancora prima che da parlamentare: sarebbe bene che i genitori del bambino portato via dalla scuola di Cittadella la smettessero e pensassero al bene del proprio figlio molto di più che a dedicarsi a comparsate televisive ed a botta e risposta sui giornali». A dirlo il parlamentare del Pdl Filippo Ascierto, entrando in questura a Padova per portare la propria solidarietà al questore di Padova Vincenzo Montemagno, dopo le critiche piovute sugli agenti di polizia intervenuti per sottrarre il bimbo. «I poliziotti - ha aggiunto Ascierto - hanno fatto il loro dovere e non è giusto che siano i capri espiatori di questa vicenda che è dolorosa e tutta interna ad una famiglia che sfasciandosi, ha messo il bambino in mezzo alle tensioni della coppia. Credo che sfruttare un’ istituzione come la polizia quale bersaglio per colpire di rimbalzo l’altro coniuge o comunque creare scalpore mediatico - ha spiegato - non sia una cosa civile e degna della nostra democrazia. Al bambino, che è stato preso per polsi e caviglie dal padre e dallo psichiatra, non è stato fatto alcun male, ed anzi l’intervento è servito appunto perchè non subisse ulteriori danni». Sulle scuse del capo della polizia Antonio Manganelli Ascierto ha detto di ritenerle «delle scuse preventive, per stemperare le polemiche: anche Manganelli sa che i suoi uomini si sono comportati i suoi uomini e quanto Vincenzo Montemagno sia un questore di serie A».

Ore 14.00. Schifani: "Apprezzate le scuse di governo e polizia"
«Ho accettato con apprezzamento queste scuse del capo della polizia che ha dimostrato tempestività, grande senso di responsabilità e di autocritica nella qualità: non è una sua responsabilità personale». Così, a margine della sua visita alla Tpl di San Prospero il presidente del Senato, Renato Schifani, è tornato sulla vicenda del bimbo di Padova conteso dai genitori separati. «Ritengo che fatti come quelli di ieri non possano e non dovranno più accadere. Occorre gestire momenti delicati - ha concluso - attraverso personale qualificato: guai violenza ai bambini anche se in esecuzione di provvedimenti giudiziari»

Ore 13.00. La preside della scuola di Cittadella: "Nessun compagno ha visto"
Nessun compagno ha potuto vedere dalle aule o dalle finestre dell’istituto le drammatiche fasi del prelevamento a forza del loro amico da parte della polizia, sul retro della scuola di Cittadella. Lo ha riferito la preside dell’istituto, Marina Zanon, che si è detta tuttavia «rammaricata per i modi utilizzati per eseguire il provvedimento». Un disagio che la dirigente ha messo nero su bianco in una lettera che si appresta ad inviare alla Questura di Padova e al Tribunale dei minori.

Ore 12.45. Franceschini (Pd): "Bene le scuse del governo"
«Bene le scuse del governo sul caso di Cittadella. Nulla può giustificare un metodo sbagliato quando c’è di mezzo un bambino da tutelare». Lo ha scritto Dario Franceschini su Twitter dopo l’informativa del governo oggi alla Camera

Ore 12.20. Associazione Magistrati minori: "Vicenda sconcertante"
La vicenda del bimbo di Cittadella ha destato «sconcerto» nell’Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf), che in una nota spiega come «la fase dell’esecuzione dei provvedimenti» costituisca «un aspetto essenziale dell’intervento giudiziario, pari spesso per importanza alla decisione, perchè incide in modo profondo nei vissuti dei bambini e degli adolescenti».

Ore 12.05. Borghesi (Idv): "Questore Montemagno si dimetta".
"Il questore di Padova dovrebbe dimettersi e la funzionaria di polizia licenziata senza bisogno di un'indagine interna", è l'intervento pesante di Antonio Borghesi, parlamentare dell'Italia dei Valori.

Ore 12.00. Il ministro Cancellieri: "Chi chiede dimissioni del questore non sa di cosa parla"
Chi ha chiesto le dimissioni del questore di Padova «non capiva di cosa stesse parlando. Si tratta di un video parziale, manca il contesto, facciamo sì che la magistratura e gli inquirenti facciano le loro indagini». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, a Palermo per partecipare all’inaugurazione della nuova sede della Dia.

Ore 11.50. De Poli (Udc): "Doveva esserci gradualità dell'allontanamento"
Il deputato padovano dell'Udc ricorda che "la gradualità dell'allontanamento" avrebbe evitato un caso del genere. "Lavorare per evitare che casi come questi si ripetano"

Ore 11.45. Il ministero dell'Interno: "Comportamento poliziotti non adeguato"
Il comportamento dei poliziotti intervenuti per trascinar via il bambino di Cittadella «non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative». Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano.

Ore 11.40. Bitonci (Lega): "Bambini non sono merce di scambio"
Parla alla Camera l'ex sindaco di Cittadella, il leghista Bitonci: "Ho visto decine di situazioni di questo tipo. Sono casi che si ripetono con troppa frequenza. I bambini sono usati come "clavi" per colpire l'altro genitore". "C'è stata sicuramente una sottovalutazione del contesto e della reazione dei familiari. Ma la sentenza andava eseguita".

Ore 11.35. Naccarato (Pd): "Immagini sconvolgenti, bisogna riflettere"
"Prima di giudicare sull'onda dell'emozione, bisogna chiedersi cosa è meglio per il bambino", spiega il deputato padovano Alessandro Naccarato (Pd) nel suo intervento alla Camera dei Deputati. "Le sentenze vanno rispettate. Il bambino continuava a vivere con la madre che non ne aveva titolo. L'intervento della polizia è stato necessario. Per evitarlo sarebbe stato giusto se la famiglia della madre non si fosse opposta con la forza all'esecuzione della sentenza". 

Ore 11.30. Il sottosegretario De Stefano: "Scuse anche dal governo"
Anche il sottosegretario Carlo De Stefano a nome del govenro a chiesto scusa alla famiglia e al Paese per le immagini dell'episodio di Cittadella. «La scena del trascinamento del minore richiede che vengano espresse anche le scuse del Governo. La crudezza di quelle immagini - ha detto De Stefano - offusca e rischia di far dimenticare tutti gli altri casi in cui le forze di Polizia operano a fianco della comunità e a tutela dei più fragili e indifesi».  «Chiunque ha visto quelle immagini ha provato sdegno e disagio ma l’intervento della Polizia era determinato dalla necessità di dare assistenza agli operatori sociali per attuare il provvedimento giudiziario adottato a tutela del minore».

Ore 11.15. Il sindaco di Cittadella Pan: "Non conoscevo i tempi del decreto"
Devono essere il buonsenso e l’amore per i figli coinvolti nelle vicende giudiziarie in caso di divorzio dei genitori a prevalere su ogni azione, intervento, decisione che li coinvolga, «qualunque sia la decisione presa dagli organi competenti». Lo sostiene il sindaco di Cittadella Giuseppe Pan. Nel precisare che «il Comune di Cittadella non ha alcuna competenza sul caso» il primo cittadino spiega di non essere stato informato «sulle modalità e tempi di esecuzione del Decreto della sezione civile minori della Corte d’Appello di Venezia, che ha disposto l’allontanamento dalla famiglia materna nè, se così fosse stato, avremmo potuto muoverci o agire in quanto i nostri servizi sociali non risultavano coinvolti». Pan dice di essere rimasto «molto scosso e turbato» dalle cruente immagini viste in tv, «anche in considerazione del fatto che la vicenda si è svolta in una scuola elementare (ritenuto dalla sezione minori della Questura un idoneo campo neutro per eseguire l’azione), alla presenza di alcuni alunni che hanno assistito alla scena dall’adiacente palestra e da genitori e vicini che non hanno ovviamente potuto intervenire».

Ore 11.00. L'avvocato della madre: "Denunceremo il consulente tecnico"
Il consulente tecnico autore della perizia psichiatrica sul piccolo portato via da scuola con l’ausilio delle forze dell’ordine sarà denunciato e il legale della madre presenterà ricorso al tribunale dei minorenni di Venezia contro il provvedimento del giudice motivato da quella perizia. Lo spiega lo stesso legale, il discusso avvocato Andrea Coffari, presidente dell’associazione "Movimento per l’infanzia". L’avvocato ha preannunciato due mosse legali. «Nelle prossime ore - rende noto Coffari - presenteremo alla procura della Repubblica una denuncia nei confronti del consulente tecnico che ha redatto la perizia psichiatrica attestando una discutibile sindrome per falsa perizia». «Inoltre - aggiunge - già domani sarà depositato presso la cancelleria del tribunale dei minorenni di Venezia il nostro ricorso contro il provvedimento del Giudice che stabilisce l’allontanamento del piccolo dalla casa della madre e dei nonni materni». «Crediamo sia urgentissimo che venga ripristinata l’unica soluzione compatibile con la felicità del bambino, che è appunto quella di rimanere con la mamma. Perchè - conclude - nessuno ascolta il bambino e rispetta la sua volontà?»

Ore 10.30. La onlus: bimbo sta bene, contiamo di mandarlo presto a scuola
«Il bambino ha passato una notte tranquilla e contiamo di inserirlo in una scuola di Padova nei prossimi giorni». A dirlo è un rappresentante della onlus che ha preso in carico, per conto dei servizi sociali del comune di
Padova, l’ospitalità del bambino di 10 anni portato via a forza nella tarda mattinata di mercoledì da un istituto scolastico di Cittadella. Il passaggio avverrà, spiega, «non appena sarà passato tutto questo clamore che certo non fa bene a quella che è una vittima di questa situazione»

Ore 10.00. Cesqui (Cassazione): "Serve una cautela particolarissima con i minori"
È una cautela particolarissima quella che va usata con i bambinì e «una cosa così non doveva succedere». Lo dice a proposito del bimbo trascinato via da scuola dagli agenti Elisabetta Cesqui, sostituto procuratore generale in Cassazione, spiegando, in una intervista al Sole 24 Ore, che «neppure bisognava arrivarci: credo che le responsabilità siano di tutti, anche se maggiori sono quelle di chi rappresenta le istituzioni». «Se ci si arriva - aggiunge - è perchè non tutti gli attori si sono adoperati abbastanza per evitarlo, anche se è evidente che le responsabilità maggiori sono di chi ha un ruolo istituzionale, di chi rappresenta lo Stato perchè deve farsi carico più di altri della situazione. Non conosco la vicenda familiare nè le carte giudiziarie, ma sono sicura che ci fosseo delle alternative». In ogni caso le decisioni sui minori non vanno prese seguendo «idee preconcette, come meglio l’affidamento al genitore naturale, meglio il genitore più ricco» o «mai al genitore omosessuale». I «preconcetti vanno eliminati e le decisioni vanno sempre prese con riferimento al caso concreto. L’unico partito preso che l’ordinamento ci impone è l’interesse del minore».

Ore 9.45. Giulietti (Articolo 21): "Sbaglia la polizia non chi ha messo in onda il video"
«Nella vicenda del bambino prelevato a forza dalla scuola di Padova ha sbagliato la Polizia, non chi ha messo in onda quel video. Evocare la privacy è un atto di ipocrisia, dal momento che anche nel divieto di trasmettere le immagini dei minori è fatta salva la comprovata esigenza di cronaca. Senza quel video non sarebbero arrivate nemmeno le scuse da parte della Polizia di Stato. Altra cosa è la scelta di coloro che adesso continuano a mandare a ripetizione in onda quel video per fare la tv del dolore ed alzare l’audience». Lo dice a Radio Radicale, il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

Ore 9.30. Il presidente del tribunale per i minori di Roma: "Errore mandare agenti"
Mandare gli agenti a scuola è stato un errore, anche se a volte «un giudice è costretto», come nel caso di Cittadella, dove «l’intervento in classe si sarà reso necessario perchè in passato ci sono stati tentativi falliti». Lo dice Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minori di Roma, spiegando, in una intervista a "Repubblica", che «di solito un bambino va a prenderlo l’assistente sociale, uno psicologo con cui parla da mesi, che conosce benissimo. Una figura di cui si fida. Ricorrere alla polizia è previsto ma è sconsigliato. Personalmente preferisco escluderlo. Se diventa indispendabile, deve avvenire con modi e in luoghi che rendano l’evento meno traumatico possibile». Anche perchè «il trauma» subito dal bimbo trascinato via da scuola da agenti di polizia «resterà per sempre». In più, «per i bambini la scuola è un luogo sicuro, un alontanamento del genere mette in crisi questo concetto. Vale per lui e per i suoi compagni»

Ore 9.15. Avvenire: "Il bimbo è l'unica vera vittima"
«L’unica vera vittima del conflitto per il possesso». Così il quotidiano cattolico Avvenire definisce il bimbo di dieci anni di Cittadella. «Lui, l’oggetto. Vittima di violenza fisica, prelevato con la forza da un luogo che riteneva sicuro, la scuola - scrive il quotidiano dei vescovi - Vittima mediatica. In palese, odiosa violazione di ogni codice e norma e tutela, il filmato è stato messo in onda - peggio: commercializzato, facendo diventare il bambino stesso una ’mercè, come tutto ciò che finisce in televisione farcito di pubblicità - a volte senza che il suo volto fosse oscurato, addirittura dicendone il nome». «Vittima di chi ha filmato la scena e - nessun giudizio sulle sue intenzioni - ha deciso di disperderla al vento del web», prosegue Avvenire. «Vittima di chi ha deciso di diffondere il video - aggiunge -: anche in questo caso nessun giudizio sulle intenzioni, ma sugli effetti sì: devastanti». «L’unica vittima certa è lui. Ma "vittime", ciascuno a modo suo, sono tutti i protagonisti», sottolinea il giornale della Cei. «Vittime della fine del loro amore - una fine rancorosa - i suoi genitori; vittima della gelosia possessiva del partner è sicuramente uno dei due coniugi, se non addirittura - in misura diversa - entrambi», spiega. E ancora: «"Vittime" del loro senso del dovere, interpretato in modo maldestro, i poliziotti». «Qualcuno saprà spiegare tutto ciò - conclude Avvenire -, a quel bambino quando sarà adulto? Qualcuno, qui e ora, saprà chiedergli scusa, in modo credibile?»

Ore 9.00. Il commento di Camon: "Ecco cosa accade quando i genitori sono in guerra"
È tutto sbagliato. Sbaglia la madre, il padre, il tribunale, lo Stato, la scuola, la gente. Le conclusioni di questa violenza sono tante e tutte inaccettabili. La separazione dei genitori diventa una separazione dal figlio, e questo non era inevitabile e non doveva accadere. Purtroppo succede spesso. L'opinione di Ferdinando Camon sul mattino di Padova: leggi tutto

Ore 8.30. Il ministro Cancellieri: «Immagini shock, capire perché è accaduto»
«Quelle immagini sono drammatiche, comunque turbano molto perchè vedere un bambino trascinato così è una cosa che colpisce molto e fa male vedere che accadono fatti di questo genere. Però all’emotività dobbiamo rispondere con la razionalità. Il Capo della Polizia ha aperto un’inchiesta sull’argomento. Dobbiamo capire esattamente cosa è successo e perchè». Così il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri commenta in un’intervista al Gr1 le immagini del bimbo trascinato via da scuola da agenti di polizia. Secondo il ministro dell’Interno Cancellieri, è importante capire «tutto quello che c’è dietro questa vicenda che comunque è drammatica». «Ai genitori del bambino - avendo una situazione di quel genere ove saranno un contro l’altro armati da quello che leggo - voglio dire che quello che conta è il bambino. Per amore di un figlio si deve essere disposti anche a dei sacrifici». E sul comportamento degli agenti di polizia intervenuti nella scuola di Cittadella il capo della polizia Manganelli ha disposto un’indagine interna. «Se si sono comportati male - ribadisce il Ministro - avranno quello che la disciplina prevede. Se sono fatti complessi che appartengono ad altri enti la Polizia è andata di supporto».

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