Migliaia di volontari stretti ai feretri di Franca e Fausto

Alle esequie di Pilon e della moglie, vittime di un incidente stradale, Croce rossa e Protezione civile provinciali, tre sindaci e moltissimi amici della coppia
BELLUCO FUNERALE CONIUGI PILON ALBIGNASEGO
BELLUCO FUNERALE CONIUGI PILON ALBIGNASEGO

ALBIGNASEGO. I volontari della Croce rossa provinciale e della Protezione civile si sono radunati stamattina nella chiesa di San Tommaso, per l’ultimo saluto a Fausto Pilon, delegato tecnico provinciale del settore Emergenze della Croce rossa italiana, e della moglie Franca Fincato, che insieme a lui è morta nell’incidente stradale di lunedì pomeriggio lungo la Valsugana a San Giorgio in Bosco, di ritorno dalla casa in montagna.

Alla cerimonia funebre, che ha gremito la chiesa parrocchiale e il sagrato, erano presenti i gruppi di Protezione civile di diversi Comuni, dove Fausto era intervenuto durante le calamità naturali degli ultimi anni, come l’alluvione di due anni fa a Casalserugo. C’erano i sindaci di Albignasego (Massimiliano Barison), Casalserugo (Elisa Venturini) e Maserà (Nicola De Paoli): in quest’ultimo Comune Pilon svolgeva l’incarico di vice commissario della delegazione della Croce rosa locale.

Con i loro gonfaloni erano presenti anche il Comune di Padova e la Provincia, ma soprattutto c’erano tutte le delegazioni dei tantissimi volontari della Croce rossa provinciale, nelle due divise rossa e blu. Hanno salutato uno di loro, Fausto, commossi fino alle lacrime, queste donne e questi uomini abituati ad avere a che fare col dolore e con la morte. Ma Fausto e Franca erano due persone speciali, che davano il cuore, e non solo l’aiuto, alle altre persone.

Proprio come ha ricordato il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, al termine della cerimonia, celebrata dal nuovo parroco Sandro De Paoli, giunto in parrocchia una settimana fa, e concelebrata dal vecchio parroco, don Marcello Volpato. «Fausto interpretava appieno il principio evangelico di chi ama il prossimo come se stesso», lo ha ricordato Barison, «e ci lasciato questo grande insegnamento. Era stato amministratore in questo Comune e da quando era nella Croce rossa avevo apprezzato la sua sicurezza e la sua sincerità nel dire le cose sempre come stavano, sia che fossero belle, sia che non lo fossero».

Amici e colleghi hanno ricordato Fausto per le doti umane di impegno e solidarietà e la dolcezza della moglie Franca, che, presenza discreta e silenziosa, lo aveva sempre supportato nella sua attività di volontariato e aveva sopportato anche le tante feste di famiglia senza di lui, perchè impegnato a gestire qualche emergenza. Ma il saluto e il ricordo più toccanti sono stati quello dei figli Filippo e Federico e delle nuore Manuela e Ketty.

«Se avessimo dovuto mettere per iscritto i ringraziamenti per quanto ci avete dato», è stato il messaggio dei figli, «non sarebbe bastate decine di pagine. La mamma ci è stata accanto con la sua presenza discreta e buona e papà col suo carattere giocoso e generoso. Madre Teresa di Calcutta diceva che al momento della morte si viene giudicati per l’amore che si è saputo dare agli altri e voi ne avete dato tanto».

Ma oltre all’esempio di vita, mancheranno ai due figli e alle nuore anche le piccole cose quotidiane, come la loro presenza in casa, il saluto col fischio dalla finestra o con la carezza sula guancia che erano tipici di Franca, che aveva amato le nuore come delle figlie e il nipotino di un amore smisurato. Nipotino cui ancora nessuno ha trovato le parole adatte per dirgli che i nonni non torneranno più a salutarlo, a coccolarlo e a giocare con lui. Alla fine, con il saluto dei militari, i gonfaloni alzati al cielo e il suono delle sirene delle ambulanze, i feretri di Fausto e Franca hanno lasciato il sagrato della chiesa, per il loro ultimo viaggio, uniti ancora una volta nella morte come nella vita.

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