Cade e si rompe il naso, glielo aggiusta un passante

PADOVA. Certo, si è fracassato il naso, la qual cosa gradevole non è. Ma, lo stesso, era il suo giorno fortunato. Il protagonista della vicenda si chiama Giorgio Artusi, ha 59 anni, abita ad Albignasego ed ha studio a Padova nella ristrutturata Fornace Morando. Sabato mattina, tuta e scarp de tennis, era al Bassanello, pronto per fare footing sull'argine.
Sono le 9 quando attraversa di corsa la strada sul ponte Scaricatore per imboccare il viottolo dei podisti e non si accorge della bassa catena, tesa ad impedire l'accesso alle auto. Clamorosamente inciampa e rovinosamente si schianta a terra. Devastante la botta al naso, nonostante il tentativo di ripararsi con il braccio. Rimane steso, con ciclisti, podisti, passanti e quant'altri che si fermano a soccorrerlo. «Sono caduto di faccia, e ho sentito un crac, ho capito che mi era partito il naso», racconta. L'avrebbe capito anche senza il crac, più che dal dolore, dalla faccia inorridita dei presenti nel vederlo con il naso completamente storto.
L'hanno appena fatto alzare e accomodato su una fioriera, quando si ferma un tipo, in motorino. Si toglie il casco, si avvicina all'Artusi, gli dice di non preoccuparsi, gli afferra il naso e glielo strattona. Meglio, un bel colpo secco. Due secondi, tutto finito. E si presenta: si chiama Sergio Bettin, è infermiere all'ospedale di Padova, a Otorino, il reparto giusto. Non solo, stava pure andando a un corso del 118. Nel frattempo arriva l'ambulanza chiamata dai passanti. E, altra coincidenza, chi la guida? Walter Belluco, caro amico di Artusi (entrambi sono alpinisti). Al pronto soccorso stranamente non incontra facce note ma una buona notizia: la fratturaccia è stata perfettamente ricomposta e non c’è altro da fare.
Non solo naso raddrizzato, ma mentre prima da una narice respirava male ed aveva in programma una visita specialistica, «adesso, non mi pare nemmeno vero, respiro benissimo. Voglio raccontare questa piccola storia per far sapere di questa persona speciale che ho incontrato, per dirgli grazie dell'aiuto. Non capita spesso e quando capita, è qualcosa che fa bene al cuore». Oltre che al naso.
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