Corte, banditi col piccone rapinano il tabaccaio
PIOVE DI SACCO. Assaltano la tabaccheria a colpi di piccone e minacciano il titolare che li ha sorpresi: notte di paura in via Provinciale a Corte. Luigi Biolo, 60 anni, si è trovato faccia a faccia con uno dei malviventi che lo ha minacciato con il piccone e per spaventarlo ha infranto anche il vetro della porta di casa dove l'uomo si era affacciato. «Se fossi stato armato» si lascia scappare il commerciante, «ora capisco cos’ha provato il mio collega di Civè qualche mese fa».
I ladri sono entrati in azione alle 22 a Corte. Un orario insolito. E azzardato, dal momento che il titolare della tabaccheria abita accanto al negozio con la famiglia e a quell'ora erano tutti in casa, svegli. «Ho sentito dei botti fortissimi» racconta Biolo, «ho subito immaginato che stessero rompendo il distributore automatico di sigarette e mi sono diretto all’ingresso per vedere. Appena aperto la porta di legno, sono rimasto dietro a quella di vetro e ho iniziato a urlare». Uno dei banditi a quel punto si è parato davanti l'uscio: «Me lo sono trovato a mezzo metro, solo il vetro a separarci, brandiva il piccone e ha sferrato due colpi» ricostruisce il tabaccaio, «mi ha gridato di andarmene. Avevo il telefono in mano e ho subito composto il 112. Quando il ladro ha sentito che stavo chiamando i carabinieri si è diretto verso il negozio dove c'erano dei complici. Io mi sono chiuso in casa, anche perché c'era mia madre anziana nel panico». E mentre i malviventi si affannavano all'interno della tabaccheria per arraffare stecche di bionde, gratta e vinci e profumi, davanti alla rivendita si è fermata un'auto da cui è sceso un ragazzo che voleva prendersi le sigarette al distributore automatico. Ha fatto appena in tempo a scendere che gli si è parato davanti il solito bandito col piccone. Il giovane è risalito in macchina senza fiatare. Non ha tagliato la corda, tuttavia. Ha pensato di girarsi alla rotonda sul ponte e di ripassare davanti alla tabaccheria per prendere il numero di targa della piccola utilitaria bianca della banda. Ma a quel punto era tardi. I rapinatori si erano già dileguati. E dopo pochi minuti in via Provinciale sono arrivati i carabinieri.
Il colpo è riuscito solo in parte. «Si sono portati via il registratore di cassa» conferma Luigi Biolo, ma il telo che hanno steso sul pavimento e su cui avevano gettato la merce per portarsela via, è rimasto lì. I danni sono ingenti: ho il vetro della porta di casa e la porta del negozio distrutti, così come la saracinesca di metallo che hanno divelto». Il sessantenne è provato e pieno di rabbia: «Avrei potuto sparargli” confessa, «è stato penoso sentirmi così impotente di fronte a queste persone che avevano violato casa mia e il mio lavoro».
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