Setter finito in canale e incastrato in un cancello: salvato

Il cagnolino aveva provato a inseguire un’anitra: era rimasto impigliato e rischiava di annegare. L'intervento risolutivo dei Vigili del fuoco

PADOVA. Non ha resistito alla vista di un’anitra e si è cacciata nei guai. Brutta giornata per una cagnolina femmina di Setter, tradita clamorosamente dall’istinto. Per inseguire il volatile è finita dentro il canale San Massimo tra via Cornaro e via Gattamelata e si è incastrata nelle grate. Se non fosse stato per l’udito di un residente che poi ha messo in moto la macchina dei soccorsi, ora non potremmo raccontare questa storia a lieto fine.

Dopo ore al freddo con metà corpo in acqua la cagnolina è stata infatti salvata dai vigili del fuoco di Padova, intervenuti anche con il gommone. Tutto grazie alla chiamata di Enrico Rossetto, residente nei paraggi e responsabile al punto da non infischiarsene di fronte ai guaiti del cagnolino.

«Sentivo un cane piangere ma non riuscivo a capire da dove venivano i lamenti» racconta Enrico Rossetto. «Quando mi sono reso conto che non smetteva sono uscito in bicicletta per cercarlo. Giunto in via Cornaro, accanto all’ex macello, ho capito cos’era successo».

Il Setter si era incastrato nelle grate del canale San Massimo e non riusciva a muoversi: metà corpo era immerso nell’acqua. «Era infreddolito e rischiava moltissimo» continua Rossetto, «c’era anche il rischio che salisse la marea del canale. Ho ispezionato la zona per capire se potevo fare qualcosa ma quel punto era impossibile da raggiungere per me. Così ho telefonato subito ai vigili del fuoco».

In pochi minuti sul posto è giunta una squadra di pompieri del comando provinciale. In due si sono calati nel canale per liberare il cane che poi è stato affidato alle cure dell’Usl 16. Aveva il collare e anche se non c’è ancora la certezza sembra sia dotato di microchip. Quindi l’ipotesi è che sia fuggito al padrone, magari attratto dalle anitre del canale.

Il cane è stato temporaneamente affidato ai veterinari dell’Usl 16, come da prassi. Dovrà rimanere in canile qualche giorno, giusto il tempo per svolgere i dovuti accertamenti e informare il padrone dell’accaduto. Se invece si scoprirà che non ha il microchip e nessuno si farà vivo, il cane potrà anche essere adottato.

«Sono veramente contento di aver fatto questa buona azione» prosegue il soccorritore, «sono rimasto molto colpito dalla professionalità dei vigili del fuoco e voglio sottolinearlo ora perché azioni del genere rischiano di perdersi nella frenesia di tutti i giorni. È giusto che la città sappia che ci sono persone che per lavoro fanno buone azioni».

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