Nel paese del cemento i bimbi s’ammalano di più
MONSELICE. «Chiediamo l’immediato avvio di un’indagine epidemiologica nell’area dei cementifici». Mentre a Monselice rischia lo spegnimento l’unica centralina che controlla la qualità dell’aria, a Fumane (Vr) viene pubblicato uno studio epidemiologico che mette in correlazione diverse patologie tra i bambini e la presenza di un cementificio. «In questi giorni tantissimi cittadini stanno guardando con sgomento alla scarsa tutela riservata alla loro salute» afferma il consigliere Francesco Miazzi. «Ad accrescere la nostra preoccupazione sono i risultati dell’indagine epidemiologica sulla salute respiratoria della popolazione residente a Fumane».
Lo studio dell’Università di Verona fa riferimento al decennio 1999–2009, confrontando mortalità per tumore, problemi respiratori e irritativi, tasso di assenza scolastica, tassi di ospedalizzazione e consumo di alcuni farmaci, tra i bambini di età 3-14 anni residenti in due paesi con caratteristiche simili. Unica differenza tra Fumane e il Comune di Mezzane riguarda la presenza di due stabilimenti, un cementificio a Fumane e una fabbrica di batterie per auto a Marezzane. «Sulla mortalità non emergono grosse differenze» riporta Miazzi «ma i bambini di Fumane lamentano irritazione agli occhi, i ricoveri e le assenze da scuola sono superiori ai loro coetanei di Mezzane e aumentano i giorni successivi ai picchi di PM10. In generale ricoveri e rischi ospedalieri, tutte le diagnosi per tutti i tipi di tumore, le malattie del sistema cardiocircolatorio, dell’apparato respiratorio, aborti e complicazioni della gravidanza sono nettamente superiori a Fumane rispetto agli abitanti di Mezzane. Anche il consumo di farmaci per malattie ostruttive delle vie aeree e per le allergie è maggiore nel centro di Fumane. Le differenze che si riscontrano in questi parametri non sono di poco conto, perché oscillano tra il 15 e il 70% a sfavore di Fumane. Tra i bambini si registra una percentuale maggiore di asma e riniti, stati infiammatori delle vie aeree e maggiori ricoveri per cancro».
Motivi più che sufficienti, per Miazzi, per rilanciare con forza la necessità di un’indagine anche a Monselice.
Francesca Segato
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