Il Pedro assalta Casa Pound, Zanonato: «Triste violenza»

PADOVA. Duro il commento del sindaco Flavio Zanonato su quanto accaduto ieri pomeriggio al San Gaetano: il primo cittadino dice di provare tristezza nel vedere in azione «una minoranza sempre più sparuta» e che auspica che la legge punisca chi commette crimini.
«Una mostra si può guardare, si può commentare, si può criticare, ci si può adoperare per proporne un'altra che parli di una corrente culturale diversa, magari alternativa» premette il primo cittadino di Padova, «per fare una di queste cose bisogna avere un pensiero, un'idea e avere acquisito l'abitudine al confronto civile. Si tratta di caratteristiche che accomunano gran parte della comunità cittadina, educata da secoli alla libertà di pensiero e di confronto». Zanonato entra nel vivo del dibattito nato intorno all'episodio e lo condanna: del resto non è la prima volta che il sindaco si esprime duramente sulle azioni dei centri sociali. «È rimasta una minoranza, sempre più sparuta, che non sapendo usare né la testa né le parole ricorre sempre più spesso all'intimidazione e alla violenza. Vederli in azione» appunta il sindaco, «più che rabbia fa molta tristezza. I loro gesti vanno condannati e chi commette crimini deve incorrere nelle sanzioni stabilite dalla legge» continua, «non c'è spazio per questi atteggiamenti in una società democratica». Sulla stessa linea anche l’onorevole Alessandro Naccarato: «È l’ennesimo grave episodio di violenza dei centri sociali e non va sottovalutato» l’accusa del deputato del Pd, «siamo in presenza di un gruppo organizzato che pratica l’intimidazione e la violenza in modo sistematico. Gli autori sono sempre gli stessi e devono essere individuati e puniti».
Ma di fronte alla presa di posizione dell’inquilino di palazzo Moroni e del’onorevole Naccarato, non si placa l’ira della destra. Il senatore Maurizio Saia va all’attacco: «Sono lacrime di coccodrillo dato che questa amministrazione tollera da anni i centri sociali e questi personaggi che puntualmente si distinguono per la violenza. Non si può condannarli oggi quando fino a ieri si trattava con loro» affonda Saia, «e mi rivolgo all’assessore alla Cultura Andrea Colasio così come all’assessore alla Sicurezza Marco Carrai: i centri sociali hanno occupato il cinema Mignon e non c’è stata una presa di posizione netta. Tollerare certe situazioni significa legittimare certe conseguenze. Queste persone si sentono autorizzate ad agire come hanno agito al San Gaetano contro una mostra culturale che di politico non aveva nulla». Il senatore è un fiume in piena: «la città non può più tollerare questi fatti, anche l’altra sera per la presentazione al Pedrocchi del libro sulla strage di Bologna si è visto uno spiegamento di forze dell’ordine da far venire i brividi. Basta» il grido di Saia, «è ora che si dimostri nei fatti di essere persone civili e democratiche. Il lavoro di carabinieri e polizia è eccellente nella nostra città, è la magistratura che ora deve uscire dal torpore, è ora che arrivino le condanne per chi si macchia di reati sfidando sfrontatamente la legge mettendo persino su internet i video delle loro aggressioni. Si è trattato di un vero e proprio assalto squadrista».
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