Solesino, nonostante i controlli c’è chi vuole ancora le ronde

SOLESINO. «Macchè bande di stranieri: qui siamo di fronte a veri e propri gruppi di disperati nostrani»: commenta così, all’indomani della tranche di denunce compiute dai carabinieri, il responsabile del comitato “Nuova Generazione”, Orfeo Dargenio.
L’altro ieri i carabinieri della stazione di Solesino e del nucleo radiomobile di Este hanno denunciato tre cittadini italiani, autori di furti tra Solesino, Sant’Elena e Vescovana. Si tratta di G.F. di 62 anni, F.F. di 35 e M.T. di 18: tutti italiani, disoccupati e con precedenti specifici. La notizia è stata accolta positivamente dalla cittadinanza, che ha lodato l’attività dei militari, così come dal comitato che da tre settimane ha avviato un piano di monitoraggio notturno delle vie paesane. Per più di qualche notte i giovani del comitato “Nuova Generazione” hanno infatti messo in campo vere e proprie ronde per prevenire e scoraggiare furti e razzie. Esperienza che peraltro continua, visto che qualche gruppo autonomo di giovani, nonostante il diniego delle autorità, sta continuando a girare la notte per le vie paesane.
«La notizia è delle più positive, anche se sappiamo che non è finita qui» commenta Dargenio (che erroneamente era stato etichettato anche come coordinatore del Pdl di Sant’Elena) «Crediamo fortemente che in giro ci sia ancora qualche disperato di quelli che ha saccheggiato le nostre case. Non si tratta solamente di stranieri, ma di gente del posto conosciuta». «E comunque qui non si tratta di distinguere tra italiano o straniero» aggiunge un altro membro del gruppo, Daniel Malengo «ma tra delinquente e cittadino onesto». Una fonte certa del comitato, peraltro, sosterrebbe che uno dei tre denunciati dall’Arma sia addirittura un cittadino che ha collaborato attivamente alle “ronde” organizzate dalla Protezione civile di Granze. La notizia, tuttavia, non ha trovato conferme. Va infine quasi interamente alle autorità il plauso del sindaco Walter Barin: «Le tre denunce dimostrano che i nostri carabinieri stavano lavorando proficuamente già da ben prima dell’avvio delle ronde: non si arriva a risultati del genere in una settimana. Bisognava solo aver fiducia. Noi crediamo alla professionalità delle nostre forze dell’ordine più che a iniziative come quella della ronde». E sul fatto che i ladri fossero gente del posto: «Non ci stupisce: anche il nostro tessuto si intreccia purtroppo con la malavita. Non è peraltro la prima volta che la colpa ricada su italiani e regolari».
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