La legge: se feriti vanno soccorsi

Fortunato aveva sei mesi quando è stato investito e abbandonato agonizzante sul ciglio della strada. Non fosse stato soccorso da una persona di buon cuore, che ha avvisato la Polizia municipale, sarebbe morto lì dov’era. Non fosse stato curato tempestivamente, sarebbe stato soppresso qualche giorno dopo dai veterinari dell’Usl. La prima diagnosi, infatti, era di grave lesione spinale, ovvero paralisi delle zampe posteriori con il coinvolgimento del sistema intestinale: una prognosi incompatibile con una vita degna di questo nome. Ma Fortunato non intendeva arrendersi a un destino sfavorevole e, oggi, scodinzola alla vita dalla morbida cuccia della sua nuova casa. E, ogni tanto, torna a trovare il suo benefattore, il responsabile del Presidio veterinario dell’Usl 16 Riccardo Friso che, quella notte, gli salvò la vita: «Fortunato è stato recuperato a Brugine - racconta il veterinario - in una condizione di grave compromissione in cui intervenire con la terapia nel giro di un paio d’ore è vitale. Malgrado questo, il suo destino sembrava comunque segnato». Ad un’attento esame neurologico, tuttavia il dottor Friso ha verificato che non c’era stata la completa interruzione delle vie del dolore profondo e ha tentato il miracolo: dopo un mese di terapia e di riposo assoluto in gabbia di contenimento e un altro per assicurare l’assenza di recidive e complicazioni, Fortunato, che ha poco più di un anno e pesa 14 chili, è stato adottato: «Oggi quando mi vede mi salta addosso per farmi le feste» racconta il veterinario. La storia di questo meticcio è l’emblema dell’importanza di un soccorso tempestivo in caso di ferimento. Da qualche giorno, tuttavia, non si tratta solo di un obbligo morale: è entrato in vigore il decreto attuativo che modifica il Codice della Strada equiparando lo stato di necessità di trasporto di un animale ferito - sia esso da affezione, da reddito o protetto - a quello della persona, prevedendo tra l'altro l'utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila.
Nel territorio dell’Usl 16 sono una quarantina i cani feriti recuperati nell’arco di un anno, a cui si aggiungono altrettanti gatti.
In caso di animale ferito, il cittadino è chiamato ad avvisare la Polizia municipale, mentre per gli animali selvatici la competenza è della Polizia provinciale: a loro tocca l’onere di avvertire il Servizio veterinario. La richiesta di intervento non comporta tuttavia alcuna spesa a carico del cittadino (a meno che, ovviamente, non si tratti del legittimo proprietario). In caso di animale senza padrone, le spese sono a carico del Comune per il ricovero nel canile sanitario e il microchip e del Sistema sanitario nazionale per le cure. Nel caso dei gatti, tuttavia, è fondamentale liberarlo nel luogo in cui è stato trovato in breve tempo, per evitare che “perda la strada”. «Mi domando perché un cittadino che investe un animale non può farlo soccorrere a spese dell’assicurazione» domanda il responsabile dei Servizi veterinari dell’Usl 16 Aldo Costa.
L’inosservanza della legge è punita con il pagamento di una sanzione amministrativa che va da 389 a 1.559 euro per il guidatore del veicolo che non ha prestato soccorso e una multa da 78 a 311 euro per chi è comunque coinvolto nell’incidente e non presta soccorso (ad esempio il passeggero del veicolo). (s.z.)
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