Piove di Sacco, protesta dei residenti per i ponti chiusi

Ciclisti costretti a percorrere via Provinciale perché non ci sono più i collegamenti con la parallela e sicura via Fiumicello. Il sindaco: «Non ho i soldi per ripararli»
BELLUCO PONTE PEDONALE FIUMICELLO PIOVE DI SACCO
BELLUCO PONTE PEDONALE FIUMICELLO PIOVE DI SACCO

PIOVE DI SACCO. «Una morte annunciata»: così i residenti di via Provinciale stigmatizzano la tragedia di Rosa Pedron, l’anziana travolta e uccisa giovedì scorso mentre rientrava a casa in bicicletta. E non si limitano a questo. «Lo avevamo detto al sindaco» tuonano carichi di rabbia i vicini di casa della donna, «se ci fosse stata un’altra vittima su questa strada lo avremmo ritenuto responsabile». Via Provinciale è buia, senza marciapiedi o pista ciclabile. Un rettilineo che invita a pigiare sull’acceleratore. Del tutto inadeguata per pedoni e ciclisti. Che pure hanno diritto di muoversi. Fino a due anni fa in soccorso degli utenti “deboli” della strada c’erano i ponticelli per raggiungere da via Provinciale la parallela via Fiumicello che è a traffico limitato e protetta. Ma i cosiddetti “peagni” sono stati chiusi dal Comune, sbarrati con le transenne e tanto di cartello di divieto di accesso. Pericolosi, insicuri, non più a norma.

«Di punto in bianco, senza alcun preavviso» racconta Ketly Ferretto, «due anni fa gli operai comunali hanno sbarrato i ponticelli che quotidianamente tutti eravamo abituati a usare per raggiungere via Fiumicello. In via Provinciale abitano molte mamme che accompagnano i bambini a scuola in bicicletta, gli stessi bambini sono numerosi, così come gli anziani. Come si fa a sbarrare l’accesso all’unico percorso sicuro che c’è?». I residenti si sono precipitati in Comune a chiedere spiegazioni: «Ci hanno detto che i ponti, che sono di legno, non erano più sicuri e che necessitavano di manutenzione ma che non c’erano i soldi. Noi abbiamo organizzato raccolte di firme, abbiamo scritto sulla rubrica del sindaco che c’è nel sito internet del Comune».

Ma alle tante rassicurazioni arrivate da palazzo Jappelli sono seguiti pochi fatti. «All’inizio pareva dovessero fare questi lavori» racconta Ketly Ferretto, «poi il sindaco ha detto che se volevamo i ponti messi a norma avremmo dovuto sborsare di tasca nostra 30 mila euro. Come si fa a chiedere ai cittadini una cifra simile per delle opere pubbliche finalizzate alla sicurezza?». Tant’è.

I residenti, ovviamente, non hanno potuto tirare fuori quella somma. E i “peagni” sono rimasti chiusi. Di aperto ce n’è soltanto uno all’inizio della via, vicino al passaggio a livello. «I problemi sono tanti» accusano i residenti, «in tutta la via c’è un solo lampione, le auto sfrecciano a velocità folli, da quando è stato aperto lo svincolo per la Vivai il traffico è anche aumentato». «Quello che è accaduto alla povera Rosa» osserva Ketly Ferretto, «poteva e può succedere a chiunque di noi. Lo avevamo detto chiaro al sindaco che l’avremmo ritenuto responsabile di nuovi incidenti, perché in via Provinciale c’è una croce per ogni albero. Ma invece di fare qualcosa c’è solo lo scaricabarile delle responsabilità fra Comune e Provincia». Pare che si ipotizzi l’installazione di un autovelox: «Quello serve a far cassa, mica a garantire la sicurezza di chi va in bici o a piedi» la ferma posizione dei residenti di via Provinciale.

Il sindaco Sandro Marcolin precisa: «Non abbiamo mai chiesto soldi ai cittadini. Vero è che quei ponti sono stati fatti molti anni fa dai privati. Ora però sono totalmente fuori norma e andrebbero sostituiti. Attendo un rapporto dell’ufficio tecnico. Nel frattempo stiamo cercando di capire cosa si può fare su via Porvinciale, senza escludere dossi rallentatori e autovelox».

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