Primi vagiti sotto la Rocca sempre più numerosi

Il record 2011 di mille parti è già stato superato dai 1.059 dell’anno scorso Primario e direttore generale: «Servizi al top e tecniche di riduzione del dolore»
Di Nicola Cesaro

MONSELICE. Pareva un record quello dell’anno scorso – la cifra tonda tonda dei 1.000 parti – in realtà l’Ostetricia di Monselice ha saputo fare di meglio: nel 2012 i neonati che hanno visto la luce nella città della Rocca sono stati 1.059, frutto di 1.050 parti: una cifra in controtendenza, che smentisce i cali registrati in altre zone del territorio provinciale e regionale. Il polo monselicense diventa sempre più fonte di attrazione, se è vero che le donne in fuga dall’Usl 17, quelle cioè che hanno deciso di partorire in altri ospedali (Abano Terme, Legnago o Padova), sono state solamente il 30%: «I nati del nostro territorio sono stati 1.541», conferma il dottor Paolo Lucio Tumaini, direttore dell’Uoc di Ostetrica e Ginecologia. «Nel 2010 le fughe toccavano addirittura quota 52%: i passi avanti sono stati notevoli, anche se il mio obiettivo è di raggiungere i 1.350 parti entro qualche anno». Aumentano anche le donne che hanno scelto l’ospedale di Monselice pur non essendo residenti nella zona: 190 contro le 160 del 2011. È entusiasta il direttore generale Giovanni Pavesi: «La nostra offerta è stata riconosciuta e apprezzata dal territorio, anche perché abbiamo agito un po’ a tutti i livelli, dal completo rinnovo delle sale parto alla disponibilità di nuovi servizi». Tra i servizi di recente introduzione, particolare successo sta riscuotendo il travaglio in acqua (in vasca, ma soprattutto in doccia), adottato da circa il 30% delle donne, contro il 15% del 2011. In 5 casi è stato gestito in acqua anche il parto. Altro fiore all’occhiello dell’Usl 17 è il parto senza dolore: l’azienda della Bassa è una delle poche a offrire gratuitamente a tutte le donne l’epidurale (grazie alla presenza di un’anestesista disponibile 24 ore su 24), scelta nel 2012 da circa il 30% delle donne. Continua inoltre a scendere il numero di parti avvenuti mediante taglio cesareo, indicatore utilizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità per valutare la “bontà” di un reparto: a Monselice si tratta solamente del 25% dei casi, che arrivavano al 42% nel 2003. Per quanto riguarda le gestanti, per un terzo si tratta di donne straniere, quasi tutte (il 60%) dell’Est e del Marocco (30%). Le italiane hanno un’età media di 30-39 anni (con un picco di 46 anni), le straniere di 25-34 anni. Monselie si conferma inoltre una delle realtà che garantiscono il “rooming in”, che permette alle neomamme di rimanere nella stessa stanza con il figlio già dopo il parto.

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