Alla guida a 17 anni: fugge ai 100 all’ora all’alt della polizia

PADOVA. Ancora un inseguimento tra i nomadi di via Longhin e una volante della polizia. Solo che stavolta il fatto è ancora più grave del solito perché alla guida dell’utilitaria che ha percorso via Venezia sul filo dei cento orari c’era un ragazzino di 17 anni: ovviamente senza patente.
La pattuglia della squadra volante della questura stava percorrendo via Venezia nel primo pomeriggio di ieri quando gli agenti si sono insospettiti nel vedere una Lancia Y condotta da un ragazzo troppo giovane. I poliziotti gli hanno intimato l’alt ma invece di fermare la sua corsa il giovane ha premuto il piede sull’acceleratore, ingaggiando la sfida con l’auto della polizia. Ad alta velocità si è diretto verso il campo nomadi di via Longhin ma gli uomini della questura sono riusciti a fermarlo poco prima di varcare l’ingresso dell’area. Controllando i documenti hanno scoperto che si trattava di un ragazzo di 17 anni, quindi minorenne e quindi senza la patente di guida. L’utilitaria è stata sequestrata e il giovane è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Dieci giorni fa è successa più o meno la stessa cosa ma il bilancio in quel caso è stato molto più pesante: quattro arresti e due denunce a carico di altrettanti componenti delle famiglie Sinti che vivono nel campo nomadi di via Longhin, cinque poliziotti in ospedale, un mezzo della polizia e l'auto di un passante distrutti. Tutto nel corso di due inseguimenti ingaggiati dagli uomini delle volanti e della squadra mobile con due auto di nomadi. Corse a folle velocità nel traffico del tardo pomeriggio della Stanga, tra strade infilate contromano, speronamenti e scontri.
Da tempo gli investigatori della polizia tengono d’occhio gli occupanti del campo di via Longhin, le cui intemperanze a cadenza quasi regolare rendono piuttosto difficile la convivenza con i padovani.
Il Comune di Padova invece tenta di portare avanti una politica volta all’integrazione. L’anno scorso sono stati investiti 450 mila euro messi a disposizione dello Stato per la realizzazione delle nuove casette che dovrebbero garantire condizioni di vita più dignitose. L’amministrazione comunale si è impegnata con le otto mamme e i 17 bambini, per i quali sono stati investiti 12 mila euro dall'assessorato ai Servizi sociali.
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