Violenza su una ragazzina Condannato a cinque anni

Portiere d’albergo di Due Carrare abusava di un’adolescente lituana di 12 anni che ospitava nell’ambito di un programma di solidarietà internazionale
Di Cristina Genesin
PD 19 OTTOBRE 2004 G.M...DA SX TIZIANA PARENTI DINO CASAROTTO E MICHELE DI SUMMA..(GIANESIN) Udienza valvole killer -Gianesin-
PD 19 OTTOBRE 2004 G.M...DA SX TIZIANA PARENTI DINO CASAROTTO E MICHELE DI SUMMA..(GIANESIN) Udienza valvole killer -Gianesin-

di Cristina Genesin

DUE CARRARE

Pesante condanna nei confronti di Aziz Moussissa, 43 anni, originario dal Marocco, portiere d’albergo ad Abano, residente a Due Carrare in via IV Novembre, finito sul banco degli imputati per atti sessuali aggravati in quanto commessi con violenza e abuso d’autorità su una ragazzina di appena 12 anni, proveniente da un orfanatrofio della Lituania nell’ambito di un progetto dell’associazione Puer di Roma e ospitata nella famiglia dell’uomo in occasione delle vacanze natalizie del 2008. Il tribunale di Padova (presidente il giudice Nicoletta De Nardus, a latere le colleghe Cesaro e Gambardella) ha inflitto cinque anni di carcere al quarantatreenne, oltre al pagamento delle spese processuali, applicando l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinenti tutela e curatela e l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Assoluzione per altri due reati, corruzione di minorenne e detenzione di materiale pornografico prodotto in seguito allo sfruttamento di minori. Il difensore, l’avvocato Piergiorgio Sovernigo, aveva chiesto l’assoluzione per tutto. Nell’udienza del 10 ottobre scorso, invece, il pubblico ministero Benedetto Roberti aveva sollecitato una condanna a sette anni, ritenendo la piccola credibile.

E credibile la vittima è stata ritenuta anche dal tribunale che scrive nella motivazione contestuale alla sentenza: «Molto chiara è la deposizione della minore che trova ampio riscontro nel materiale istruttorio dibattimentale... Pienamente attendibili le sue dichiarazioni che presentano i caratteri della coerenza e attendibilità con riscontri obiettivi». E aggiunge: «La minore non è mai caduta in contraddizione, nonostante le difficoltà linguistiche e il disagio creato a una bambina così piccola nel riferire la triste vicenda». Moussissa e la moglie (una commerciante di Abano) avevano dato la loro disponibilità a ospitare bambine per le vacanze, esperienza già fatta con l’associazione “dei Carraresi” che li aveva esclusi da ogni collaborazione: due piccole avevano raccontato di essere state molestate dall’uomo. La bimba lituana arriva a Due Carrare il 14 dicembre. E ogni volta che la donna si assenta per lavoro, lei sta con Moussissa che lavora di notte. Fin da subito l’uomo ha un atteggiamento morboso che, via via, si fa esplicito: entra nella cameretta della piccola nudo dalla vita in giù, la tocca dopo averla fatta stendere sul letto e va oltre. Terrorizzata, subisce. Un giorno scopre una telecamera (che sarà sequestrata dagli investigatori nella casa dell’imputato) nascosta nel bagno dove si lava tanto da decidere di farsi la doccia vestita. Alla fine non ne può più. Così il 2 gennaio invia una mail in Lituania a uno zio e a un’amichetta e chiede aiuto. Dal paese dell’Est viene informata l’associazione Puer e l’Interpol che attiva la Squadra mobile. La bimba è bloccata a Milano (dove viene interrogata) mentre l’associazione Puer la stava rispedendo in orfanatrofio, forse per mettere tutto a tacere.

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