Terapia mirata nell’Alta per combattere i tumori

CAMPOSAMPIERO. Personalizzare la terapia del tumore per aggredire in maniera più efficace il cancro. Lo si sta facendo nell'Usl 15 di Cittadella e Camposampiero: due persone su dieci che combattono la malattia nelle struttuire sanitarie dell’Alta seguono protocolli di “target terapy”.
«Non sono molte le realtà sanitarie in Veneto che propongono questo servizio», spiega il responsabile dell'Unità operativa autonoma di Anatomia patologica, Mauro Cassaro, da tre mesi all'Usl 15.
In cosa consiste la “target terapy”? «Si tratta di una terapia su misura per i malati oncologici. Partiamo dal presupposto che non tutti i pazienti sono uguali e la genetica del tumore è comprensibile soltanto studiando la malattia da un punto di vista biologico-molecolare. Attraverso questo studio, l'oncologo viene messo nelle condizioni di scegliere la terapia da fare. Possiamo svolgere subito una verifica: se il paziente non risponde a quella cura la modifichiamo, insistiamo nella personalizzazione».
I numeri dei tumori nell'Alta Padovana: emerge il dato della crescita delle patologie alla mammella. «Nel 2012 sono stati 170 i nuovi casi di tumori al seno, tra Cittadella e Camposampiero. La fascia più colpita è quella fra i 45 e i 65 anni, ma negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento di casi in età più giovane, intorno ai 40 anni. Un aumento dovuto alle condizioni ambientali, allo stress, ma anche all'anticipo diagnostico dovuto alla prevenzione».
Il colon: «Un tumore che ha un'incidenza importante nella nostra Usl, siamo sull'ordine del centinaio di casi, e che si presta alla target terapy. In questi pazienti, infatti, si evita di utilizzare altri farmaci particolarmente costosi e che non apporterebbero alcun beneficio».
Terapia ad hoc anche per chi si ammala al polmone: «Registriamo un aumento dell'adenocarcinoma in donne che non hanno mai fumato, in questi casi si rivela opportuno un farmaco per bocca. La ricerca va avanti su questa strada: smascherare la peculiarità di ogni tumore, individuando le sue caratteristiche molecolari. Ogni malattia ha il suo “vestito”, partendo da questo presupposto cerchiamo di realizzare una terapia mirata che evita tossicità inutili, quelle che non apporterebbero alcun beneficio al paziente». A rendere possibile questo nuovo fronte di lotta alla malattia, all'Usl 15, è proprio il laboratorio di Biologia molecolare dell'ospedale di Camposampiero: «Facciamo tutto in casa, il paziente non deve subire lo stress di essere visto in più ospedali e il campione o il tessuto non devono essere mandati in giro per il Veneto» specifica Cassaro. Opera una squadra di sette patologi, due dottori e un tecnico esperti di biologia molecolare.
Il primario di Oncologia, Fernando Gaion, insiste sul concetto: «Stiamo facendo grandi passi verso il futuro. Affrontiamo, nel caso del tumore alla mammella, almeno un 15% delle pazienti con la target terapy. La diagnosi è approfondita: non ci fermiamo al microscopio, ma entriamo nel Dna della neoplasia, smascherandola e trovando una terapia su misura, con più efficacia ma anche a costi inferiori. E facciamo tutto a Camposampiero, senza mandare i nostri pazienti “in giro per il mondo”».
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