Tencarola, da ieri è scomparso il viale alberato

Tencarola ha cambiato aspetto: abbattuti tutti gli alberi. Commenti discordi, molti odiavano i pini e i loro aghi
BELLUCO ALBERI TAGLIATI VIA PADOVA TENCAROLA
BELLUCO ALBERI TAGLIATI VIA PADOVA TENCAROLA

SELVAZZANO. Le motoseghe hanno finito ieri il loro compito e del viale alberato di Tencarola rimane solo il ricordo. Gli operai dell’impresa sono stati impegnati fino al tardo pomeriggio per rimuovere le ultime ramaglie e tagliare i tronchi dei pini marittimi vicino alla chiesa, ultimo baluardo del caratteristico paesaggio che per circa cinquant’anni ha fatto compagnia a quasi due generazioni di residenti e di passanti.

Un manipolo di cittadini si è fermato a lungo ad assistere alle operazioni di disboscamento, commentando tra loro in modo differente i vari aspetti della vicenda. Da un lato gli amanti del verde hanno guardato tristi alla sparizione delle fitte chiome. «In comuni vicini hanno costituito comitati per protestare, mentre qui nessuno ha fiatato» ha affermato Franco B. un cinquantaseienne del luogo in sella alla sua bicicletta.

«Era ora che togliessero questo ingombro» gli fa eco di tutt’altro avviso A.M., settantunenne ex commerciante, che ha da poco festeggiato i cinquant’anni di matrimonio: «Per una vita ho pulito ogni giorno il marciapiede dagli aghi di pino che si andavano a depositare nei tombini e ora che ho ceduto l’attività ai figli non avranno più questa incombenza» ha aggiunto soddisfatto dei lavori appena conclusi, motivati dal pericolo di caduta delle piante, dalle radici assai deboli.

«C’è una bella luce e la frazione ha cambiato aspetto» gli fa eco P.L. da dietro il banco del negozio. «È tutto bello libero ma le nuove piante cresceranno e prenderanno il posto di quelle tagliate. Speriamo non mettano più i pini però. Ero stanco di andare quando pioveva con il rastrello a rimuovere sotto la pioggia gli aghi, che formavano un tappeto impenetrabile sui tombini e di conseguenza tutta la strada si trasformava in una enorme pozzanghera: quando passavano le auto schizzavano i passanti e le vetrine dei negozi».

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