Carabinieri al funerale bloccata la sepoltura

Sospetta asbestosi: il Tribunale dispone l’autopsia. Tra lo sconcerto dei familiari viene celebrata solo la messa di suffragio, poi la salma ritorna all’obitorio
Di Giusy Andreoli
BELLOTTO BASTIANELLO AMEDEO CAMPODARSEGO
BELLOTTO BASTIANELLO AMEDEO CAMPODARSEGO

CAMPODARSEGO. Bloccata la sepoltura di un ottantunenne di Bronzola. I carabinieri arrivano poco prima dell’inizio del funerale con l’ordinanza del Tribunale di Padova per l’esecuzione dell’autopsia: si sospetta sia deceduto per asbestosi, aveva lavorato alle Officine Stanga.

Dopo un conciliabolo con i familiari, increduli e amareggiati, è concessa la celebrazione della messa. «Si parla di mala sanità, mala giustizia, mala interpretazione», dice Maurizio Bastianello, figlio del morto, «si muore una volta sola e c’è tutta una coreografia. Ci si aspetta almeno rispetto per un morto. Tutti avremmo piacere che il passaggio fosse meno indolore possibile. Visto che c’è un procedimento penale in corso e siamo considerati parte offesa, ci rivolgeremo anche noi alla Magistratura contro Inps e Stato se l’azienda non risponde. Anche perché verifichi se c’è stata trascuratezza. Può darsi che nonostante le segnalazioni non sia giusta la diagnosi, forse la malattia di mio padre è stata presa sottogamba. Siamo choccati».

Amedeo Bastianello viveva con la moglie Maria in via Tergola. È spirato all’ospedale di Camposampiero dopo 26 giorni di degenza e un calvario durato alcuni anni. «Avevano trovato una macchia nera sul polmone, faticava a respirare; ma non hanno approfondito. Pareva avesse una bronchite cronica, prendeva le pastiglie perché continuava a rantolare e gli prescrivevano lastre. Solo all’ultimo gli hanno fatto esami specifici», dice la moglie Maria. Bastianello è morto martedì e la famiglia aveva programmato le esequie giovedì pomeriggio a Bronzola.

Tutto si è svolto regolarmente fino al momento della chiusura della bara. «Eravamo tutti all’obitorio, la chiusura era prevista alle 15.15», spiega Adriano Bastianello. «L’addetto aveva appena fissato le viti sulla cassa quando una signora ci ha avvisato che i carabinieri chiedevano dei figli. Sono uscito con mio fratello e il maresciallo di Campodarsego ci ha detto, con grande discrezione, che non potevamo fare il funerale. Che era corso per dircelo perché aveva ricevuto l’ordinanza dal Tribunale alle 15.02. Per non allarmare nessuno non aveva neppure messo le sirene e debbo riconoscere che è stato gentile e comprensivo. Siamo rimasti allibiti, per non dire lo stupore dei presenti, sembrava che ci fosse qualcosa di illecito. Si può immaginare cosa è portata a credere la gente nei paesi. Fatto sta che, dopo un confronto con don Paolo, il maresciallo ci ha detto: facciamo pure la cerimonia in chiesa e poi la bara torna a Camposampiero». Vista la situazione, l’omelia è stata sintetica. «Dopo la Messa don Paolo ha detto: non possiamo benedire la salma perché non viene tumulata» conclude Adriano «C’è stato un brusio, chiaramente non poteva entrare nel merito. Ma vallo a spiegare ai compaesani che cos’era successo veramente».

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