Gestione dei rifiuti: a Villa Estense il servizio costa meno

ESTE. Per un sacco di sale Barbona perse il primato. È Villa Estense il Comune padovano che vanta la minor spesa per abitante nella raccolta e nella gestione dei servizi legati ai rifiuti solidi urbani. Con 57,24 euro (il dato è dell’Arpav , è riferito al 2011 e si spalma su 2.328 abitanti) il Comune in questione svetta nella speciale classifica provinciale. Barbona perde il podio per un soffio con i suoi 57,88 euro: 62 centesimi di differenza motivati tuttavia da un curioso servizio aggiuntivo. Rivela il sindaco Francesco Peotta: «Ogni utente di Barbona si vede consegnare a casa, prima dell’inverno, un sacco di sale da 25 chili, per disgelo neve. È l’unico caso in provincia».
Al terzo posto per economicità spiccano Grantorto (60,85), Santa Giustina in Colle (64,01) e Trebaseleghe (64,18). Rimanendo nella Bassa, si difendono bene Ospedaletto Euganeo (64,55), Terrassa Padovana e Vescovana (65,34), Cartura (66,73), Sant’Urbano (67,69), Saletto (68,95), Anguillara Veneta (70,41), Pozzonovo (70,97). I costi sono decisamente più alti nelle città con più abitanti (Conselve 96,97, Montagnana 112,59, Monselice 120,17), anche se spiccano i bassi costi di Este, che spende “solo” 84,03 euro. Merito soprattutto di Sesa: «Frutto di un sistema di raccolta differenziata collaudato» commenta il sindaco Giancarlo Piva «che conferma la diminuzione di costi all’aumentare del riciclaggio. E poi la presenza di Sesa ci sgrava dalla spesa dei servizi accessori, che la società offre alla città in cambio del disagio per la sua permanenza, peraltro ridotto al minimo in questi anni». Già, perché tra i fattori che fanno aumentare la spesa ci sono anche i servizi legati alla gestione dei rifiuti: a Barbona, per esempio, la raccolta del secco non riciclabile avviene una volta ogni due settimane, mentre in altri Comuni (come ad esempio Monselice) la stessa raccolta viene fatta quattro volte ogni due settimane.
Sempre a Barbona (che risparmia molto anche perché molti servizi sono organizzati dagli uffici comunali) mancano servizi aggiuntivi su chiamata come raccolta oli, toner esausti e indumenti usati, così come manca un ecocentro, la cui attività si ripercuote sulle spese di gestione. Anche l'assegnazione dell'impianto di smaltimento della frazione secca crea una forte disparità: conferire nella discarica di Sant'Urbano ha un costo di 101 euro a tonnellata, mentre portare il secco nella discarica di Este comporta un costo di 139. Altro dato sensibile è la presenza o meno di zona industriale. Prendendo due comuni di pari abitanti, ovvero Limena e Loreggia, nel primo il costo per abitante è quasi il doppio del secondo: la zona industriale di un Comune come Limena incide forte. Caso simile è Vighizzolo: appena 947 abitanti eppure 94,08 di spesa, frutto soprattutto della zona industriale connessa al piccolo paese. Degna di nota, nella stima del costo, è poi la presenza di flussi turistici: i 162,27 euro spesi per abitante da Abano Terme sono dovuti in parte anche allo smaltimento delle immondizie lasciate da turisti e visitatori. Caso curioso è quello di Piacenza d’Adige, che nonostante i 1.394 abitanti, il 77,15% di differenziata e le poche attività industriali, paga 146,05 euro: «È stata una scelta politica che purtroppo ci portiamo dietro dalle scorse amministrazioni, che hanno lasciato un debito di 80 mila euro in questo settore e che ora i cittadini si ritrovano in bolletta», motiva il sindaco Valentino Chiarello.
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