Consorzio dei vigili defezioni in vista di Rubano e Mestrino

Dopo Veggiano anche gli altri due Comuni chiedono al presidente Soranzo cosa costerà recedere
Di Sergio Sambi
PD 21/04/2000 G.M. SELVAZZANO.EX SCUOLA GIULIANI ORA SEDE DEI VIGILI URBANI.(REGINATO)
PD 21/04/2000 G.M. SELVAZZANO.EX SCUOLA GIULIANI ORA SEDE DEI VIGILI URBANI.(REGINATO)

Dopo Veggiano anche Mestrino e Rubano mandano una richiesta al presidente del Consorzio di polizia municipale Padova Ovest, Enoch Soranzo, per valutare il loro recesso dalla convenzione. Una mossa a sorpresa che arriva dopo un anno di rapporti agitati tra i primi cittadini dei Comuni facenti parte del sodalizio. La richiesta non lascia spazio a dubbi: le tre municipalità che si affacciano lungo la strada statale 11 vogliono sapere cosa gli costerà il recesso dal Consorzio che è formato anche da Cervarese e Selvazzano. Un anno fa era stata avanzata l’ipotesi da parte dei tre componenti che oggi intendono abbandonare la partita di trasformare il Consorzio in Unione. Una proposta fortemente contestata da Selvazzano e Cervarese, che detengono assieme la maggioranza all’interno del gruppo, anche se apparentemente appaiono minoritari. Quello che fa la differenza è la densità della popolazione e Selvazzano con il 45% delle quote la fa da padrona.

Il sindaco di Veggiano Anna Lazzarin per prima ha lanciato il messaggio d’addio, dopo l’annuncio del presidente Soranzo della chiusura definitiva della succursale del Consorzio a Rubano, affermando che lei aderirà da giugno all’Unione Retenus con le colleghe di Saccolongo e Rovolon, sostenendo anche che con quello che Veggiano versa a favore del Consorzio, il Comune di Saccolongo ci paga i suoi vigili e li ha pronti sul suo territorio. E sulla falsariga di Veggiano si sono ora allineati i sindaci di Mestrino e Rubano. Una mossa che viene vista in modo assolutamente negativo dall’assessore alla Trasparenza Amministrativa di Selvazzano, Bruno Saponaro. «L’Unione tra i tre piccoli Comuni utilizza personale e uffici propri», sostiene l’assessore. «Ben diverso invece il caso del Consorzio di polizia dove ci sono 31 agenti da dirigere e un territorio ampio da seguire e tenere monitorato sia come sicurezza che come attività di controllo amministrativo e ambientale. Trasformarlo in Unione servirebbe solo a creare un carrozzone improduttivo ma generoso nei confronti di futuri dirigenti e politici».

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