Finisce in Procura la guerra della Cisl

Ma il congresso per l’unificazione della Cisl di Padova (90.000 iscritti) e di quella di Rovigo (30.000) che si è svolto, tra mille colpi di scena, al Centro Congressi di Abano, giovedì e venerdì, è valido oppure no? Per il segretario uscente della Cisl padovana non ci sono dubbi. «Il nuovo consiglio interprovinciale è stato votato da 195 delegati su 349», osserva Adriano Pozzato, «quindi è un congresso validissimo sotto tutti gli aspetti. Tant’è che abbiamo già convocato il nuovo consiglio per giovedì prossimo, 21 marzo, sempre allo stesso posto per eleggere sia il nuovo segretario sia gli altri dirigenti».
Per il resto Pozzato non ha peli sulla lingua nel replicare alle accuse che gli sono state rivolte durante lo svolgimento del congresso, in particolare nella seconda giornata. «Uno: il presidente, Paolo Mezio, segretario organizzativo nazionale, quindi uno che ben conosce le nostre regole interne perché ha già presieduto tanti congressi in giro per l’Italia, non ha violato nessuna regola statutaria. Il suo lavoro è stato ineccepibile. Due: la Cisl non ha di che lamentarsi perché, per fare un congresso unificante alla pari, le abbiamo riconosciuto non il rapporto reale tra iscritti e, quindi, i delegati di uno a tre, ma di uno ad uno e mezzo. Tre: purtroppo tale nostro riconoscimento è stato cavalcato ad arte dalla Fim, che, già nella prima giornata, ha cercato in tutti modi di stravolgere il regolare andamento del congresso. Quattro: sempre la Fim, nell’ottica dell’autonomia, ha cercato di escludere dal ruolo di delegati alcuni iscritti che lavorano in alcune aziende dell’Alta, che, naturalmente, si sono rivolti al sottoscritto ed agli altri organi dirigenziali del sindacato».
Tutto diverso il commento della segretaria della Cisl del Polesine. «Il congresso è fallito e, quindi, deve ritenersi nullo», osserva Valeria Cittadin, «presenterò ricorso al consiglio nazionale dei probiviri e farò denuncia anche in Procura della Repubblica perché, secondo me, il presidente Mezio ha commesso abuso di poteri. Sul piano politico, poi, devo dire che, se il congresso è fallito, è perchè c’è stata una guerra tutt’interna alla Cisl di Padova, che ha coinvolto la segreteria uscente ed alcune categorie. Noi siamo rimasti solo vittime della situazione. Anche perché non hanno votato, come sostiene Pozzato, 195 delegati su 349, ma solo 160 perchè 35 persone si sono fatte annullare la scheda anche con frasi pesanti. In pratica ha votato solo il 45% dei delegati».
Felice Paduano
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