Tre in cella dopo un folle inseguimento

Lanciati ai 260 in autostrada, i carabinieri arrestano i giostrai dopo che hanno fatto esplodere un deposito a Ravenna
Di Elena Livieri
FERRO - CONF STAMPA CARABINIERI -
FERRO - CONF STAMPA CARABINIERI -

Arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Padova tre giostrai che avevano appena fatto esplodere un bancomat in provincia di Ravenna. I tre, Daniel Rizzetto, 23 anni, di San Martino di Lupari, e i fratelli trevigiani Goran e Erick Malacarne, 27 e 29 anni, sono stati presi al casello di Padova Sud dopo un inseguimento a folle velocità in autostrada: dopo aver seminato i carabinieri di Ravenna e Ferrara, i tre, a bordo di una Audi A4 Avant S4, seguiti a distanza dai carabinieri di Padova lanciati a 260 chilometri l’ora per non perderli, hanno trovato una pattuglia della polizia stradale di Rovigo ad attenderli al casello di Padova Sud. Vistisi in trappola, hanno tentato la fuga con un’azzardata retromarcia, speronando l’auto della polizia: un malvivente è riuscito a fuggire, uno è stato bloccato, due sono scappati fuori dall’autostrada. Ma sono stati acciuffati dai militari poco dopo. Nelle concitate fasi della cattura sono stati esplosi anche diversi colpi di pistola da parte dei carabinieri.

Il colpo nel Ravennate.

Sono circa le tre di venerdì notte quando nella filiale del Credito Cooperativo di Pisignano (Ra) una violenta esplosione sventra lo sportello del bancomat. Per il colpo è stato usato esplosivo, con il sistema della “marmotta”, una bomba artigianale che viene innescata con un filo elettrico collegato a una batteria. I malviventi se ne vanno con un bottino di 17 mila euro. Indossano giubbetti antiproiettile, guanti e passamontagna. E forse hanno in mente un altro colpo, nel padovano, dato che nell’auto verrà trovata un’altra “marmotta” pronta all’uso. Fuggono su una Audi A4 Avant sulle cui tracce partono i carabinieri dei Nuclei investigativi di Ravenna, Cesena-Forlì e Ferrara.

L’inseguimento fallito.

La pattuglia che intercetta l’Audi in autostrada, dopo che l’elicottero dell’elinucleo di Forlì aveva individuato il percorso dei malviventi, viene seminata dalla banda che getta sull’asfalto chiodi a tre punte e spruzza polveri da estintore. I carabinieri sembrano fuori dai giochi. Ma la partita è solo all’inizio.

Incastrati al casello Padova Sud.

In realtà a seguire ancora, a distanza, su un’auto civetta i malviventi, ci sono i carabinieri del Nucleo investigativo di Padova. A bordo lo stesso comandante, il maggiore Danilo Lacerenza. Il suo equipaggio vola a 260 chilometri l’ora e a malapena sta dietro all’Audi.

Il posto di blocco.

Quando arriva al casello di Padova Sud la banda si imbatte su una pattuglia della polstrada di Rovigo. I tre sono in trappola: il giovane al volante ingrana la retromarcia e sperona violentemente la polizia. Arriva l’auto civetta con il maggiore Lacerenza e i suoi uomini. Un malvivente fa perdere le sue tracce, uno viene preso subito, altri due scappano, saltano il filo spinato, attraversano un fossato. I carabinieri stanno loro dietro, sparano alcuni colpi, alla fine li prendono.

Gli esiti dell’operazione.

Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Renato Chicoli, ha espresso grande soddisfazione per gli arresti, dato che gli assalti ai bancomat sono uno dei fenomeni sui quali maggiormente si concentrano gli sforzi investigativi. I carabinieri sono convinti che alla banda catturata siano imputabili numerosi altri colpi messi a segno nei mesi scorsi tra il Veneto e l’Emilia.

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