Prima sera del bigliettaio sul tram, tra fughe e stupore

E' scattato il servizio che prevede un controllore e una guardia giurata a bordo nelle corse notturne. Stupore, stizza, soddisfazione: ecco le reazioni dei passeggeri
MALAGOLI - CONTROLLI SU TRAM
MALAGOLI - CONTROLLI SU TRAM

PADOVA. Stupore, stizza, soddisfazione. La prima serata del servizio di vigilanza sul tram, si conclude con il direttore di Aps Holding, Umberto Rovini e il direttore di Aps Servizi, Davide Pacifico, che si fregano le mani e non riescono proprio a trattenere un sorriso smagliante. Il tram partito alle 20.30 dal capolinea sud della Guizza è pieno, e tutti i passeggeri ovviamente, hanno pagato il biglietto. Alla fine, all’ultima fermata di Pontevigodarzere, si sono contati 120 passeggeri, tra paganti e abbonati. Inutile dire che il dato medio alla stessa fascia oraria, fino a ieri, era largamente inferiore.

Le luci della ribalta. È cominciato ieri sera il servizio promosso da Aps Holding e che vedrà ogni giorno, per tutte le corse dalle 20.30 in poi, la presenza fissa di un controllore e di una guardia giurata sul tram, i quali, oltre a garantire la massima sicurezza, impediranno che salga a bordo chi è sprovvisto del biglietto. Normale? Dovrebbe esserlo, anche a detta di Ivo Rossi, che si presenta al capolinea della Guizza con il sorriso e una buona dose di stupore alla vista delle telecamere di una tv nazionale, accorse per certificare l’evento. Il vicesindaco battezza la corsa ma non sale sul tram, a differenza di Rovini e Pacifico. «A qualcuno potrebbe anche sembrare una banalità», spiega il direttore di Aps Holding. «In realtà lo definirei un uovo di Colombo. Noi intendiamo dare un segnale a tutti i cittadini onesti che ogni giorno pagano il biglietto. Noi ci siamo, i nostri controlli saranno sempre più serrati. Tra poco introdurremo il servizio anche sugli autobus poi, man mano, vedremo come procedere. Anche perché la spesa è ingente». Il gioco, però, dovrebbe valere la candela e i primi a rallegrarsene sono, strano ma vero, un gruppo folkloristico di sei ragazzi del Bangladesh. Saliti al capolinea, come fanno ogni giorno per tornare da a lavoro (Maserà), a casa a San Carlo. Alla vista di controllori (ieri erano eccezionalmente due) e guardia sventolano come un trofeo il biglietto: «Io sono a Padova da un anno», spiega uno dei ragazzi, Sagar. «Mi trovo bene, lavoro e non ho mai avuto problemi». Le prime rogne arrivano dopo tre fermate dalla partenza, quando due ragazzi di colore provano ad entrare. Il controllore chiede il biglietto, loro dicono di aver dimenticato l’abbonamento a casa. La scusa non regge e si defilano in fretta.

Gli insospettabili. «Ho già fatto controlli negli autobus e tram», spiega la guardia giurata. «Non sono solo extracomunitari o ragazzini a cercare di farla franca e non obliterare il biglietto. Tante volte mi è capitato di fermare le persone più insospettabili, compresi professionisti in giacca e cravatta. Sono contento sia stato attivato questo servizio e non credo dovrò intervenire tante volte con la forza». Ieri, almeno per la prima tratta, non è mai successo. Anzi, è capitato anche di scambiare due risate con Marco, un ragazzo che si è lamentato, garbatamente, con il controllore, perché le biglietterie automatiche non danno il resto. Se il biglietto viene fatto a bordo costa due euro invece che uno e venti. Due ragazzi, di origine probabilmente indiana, comprano il biglietto a bordo e provano a contrattare: «Visto che abbiamo pagato 4 euro per due biglietti, possiamo salire in tre?». Risposta negativa, l’amico resta a piedi in stazione.

La sicurezza. Una donna quasi si spaventa alla vista della guardia ed estrae il carnet in tutta fretta. Silvia, invece, sorride: «Prendo il tram ogni giorno e sicuramente questa iniziative ci garantisce maggiore sicurezza di notte». Allegra, studentessa arrivata da San Pietroburgo, non pare affatto stupita. Il motivo è semplice: «In Russia ogni corsa dell’autobus ha un controllore a bordo. Da anni. Se non hai il biglietto non sali, c’è poco da fare». In centro il mezzo si riempie e qualcuno storce il naso per la decisione di aprire solo la porta centrale (quella dove stazionano i controllori) sia per l’entrata che per l’uscita. «Tranquilli, è solo questione di abitudine», garantisce la guardia giurata. Pacifico e Rovini, scendono all’Arcella: «Che soddisfazione non vedere più la gente che si tiene il biglietto in tasca, guardandosi in giro per vedere se entra il controllore».

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