Il costo dell'appalto in ospedale raddoppia: arriva la Finanza

Le Fiamme Gialle sequestrano  la documentazione riguardante l’appalto dei servizi di sterilizzazione lievitati da 20 a 48 milioni di euro

PADOVA. Un reparto di sterilizzazione degli strumenti chirurgici non funzionante, un appalto per l’affidamento esterno del servizio che lievita da 20 a 48 milioni e la gara organizzata con un sistema a “inviti”. Gli uomini del nucleo tributario della guardia di finanza hanno deciso di vederci chiaro e ieri mattina si sono presentati alla sede dell’azienda ospedaliera sequestrando tutti i documenti inerenti l’operazione. Comunque andrà a finire questa inchiesta, suona proprio come la classica storia all’italiana.

È per questo che i militari del tenente colonnello Giovanni Parascandolo si sono presentati alla direzione dell’Azienda ospedaliera sequestrando tutta la documentazione inerente il bando, i pagamenti e le fatture.

L’appalto risale al 2007, quando ai vertici dell’Usl 16 e dell’Azienda ospedaliera c’erano rispettivamente Fortunato Rao e Adriano Cestrone. Quell’anno si decise di affidare esternamente il servizio di sterilizzazione degli strumenti chirurgici, ideando un appalto della durata di 9 anni e mettendo definitivamente la parola fine alla struttura già esistente nel policlinico padovano ma non funzionante.

Il bando di 20 milioni previsto inizialmente, è balzato a 48 (più Iva) in fase di affidamento. Quanto alle modalità concepite per l’assegnazione del servizio, non si è ricorso ad un appalto pubblico bensì ad una licitazione privata: una gara nella quale sono invitati a partecipare solamente i soggetti considerati “idonei”, in base ad una valutazione in via preliminare.

Per avere accesso all’appalto milionario è stata creata così un’associazione temporanea d’imprese, una sorta di consorzio a cui afferiscono varie aziende sotto il nome di “Polo di sterilizzazione integrata In Service (Servizi Italia Spa)”.

I militari della guardia di finanza ora vogliono analizzare attentamente le modalità con cui sono avvenute tutte le operazioni, dal raddoppio dell’importo previsto per il servizio, alla scelta del sistema “a inviti” per l’aggiudicazione della gara, per finire con la comprensione dei motivi che hanno portato alla soppressione del centro di sterilizzazione già esistente.

Ovviamente sono state controllate tutte le società che fanno parte del “Polo di sterilizzazione integrata In Service (Servizi Italia Spa)” e naturalmente sono stati visti “ai raggi–X” tutti i soci.

Dal 2007 ad oggi gli equilibri nella sanità padovana sono cambiati notevolmente, come pure il contesto economico e sociale. A capo di Usl 16 e Azienda ospedaliera ci sono Urbano Brazzale e Claudio Dario e non è escluso che siano stati proprio i due manager a decidere di collaborare con i finanzieri per fare chiarezza su questo appalto. In un momento crisi economica e caccia agli sprechi della pubblica amministrazione, la speranza è di non vedere l’Azienda ospedaliera di Padova tra le classiche storie all’italiana.

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