Polizia, la denuncia: «Manca il carburante volanti a singhiozzo»

Il Coisp, sindacato di polizia, denuncia i tagli alle risorse che portano a situazioni paradossali. Come le auto costrette a rientrare perché senza benzina

PADOVA. Cinque pattuglie pronte a uscite in strada, dieci poliziotti pronti a entrare in servizio. Poco prima di iniziare il turno si scopre che due volanti sono fuori uso. Risultato: quattro agenti non sanno come impiegare le ore di lavoro. Un impiego viene loro trovato in extremis ma non nell’ambito del controllo del territorio. È successo martedì alla questura di Padova, una delle migliori e più considerate d’Italia.

Lo denuncia il Coisp, sindacato di polizia, attraverso Fausto Fanelli che da tempo porta avanti la battaglia per il rinnovo del parco auto della sezione volanti. «La situazione ormai è insostenibile» denuncia Fanelli, «non è possibile che una questura come quella di Padova sia ridotta così. Quello che è successo martedì è l’istantanea della situazione disastrosa che i colleghi stanno vivendo. A causa delle auto non funzionanti, devono riciclarsi e fare altro».

Attualmente alla sezione volanti la situazione è la seguente: sulla carta ci sono a disposizione 10 auto di cui 5 ferme in riparazione. Le altre cinque hanno macinato tutte all’incirca 200 chilometri, motivo per cui martedì due sono finite in avaria.

La questura di Padova cerca quindi di risolvere il problema come può, per esempio chiedendo volanti ad altre questure. Così da qualche settimana è arrivata un’Alfa 159 dal commissariato di Cortina, ovviamente con circa 200 chilometri. Il problema è che dopo qualche giorno si è rotta pure quella e il risultato è che ora la riparazione è in carico a Padova. «Abbiamo pronto un dossier fotografico da inviare al Ministero» continua Fanelli, «con le foto degli pneumatici ormai lisci e i cruscotti con i chilometraggi».

In questura a Padova è ancora allarme per quel che riguarda la benzina. Nel senso che i fondi destinati al rifornimento del carburante sono già terminati, motivo per cui gli agenti in servizio ora possono rifornirsi solo con i “buoni” nei distributori convenzionati. La condizione irrinunciabile però è che sia presente il titolare dell’area di servizio, che ritira le cedole e autorizza il pieno. «Il rischio è che se una volante resta senza carburante di sera o di notte, sia costretta a rientrare perché non c’è modo di fare rifornimento. È una situazione veramente paradossale». (e.fer.)

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