Abano, già 23 sfratti contro i 30 del 2012

Emergenza casa: crescono disoccupati e anziani che non riescono a pagare l’affitto. Il sindaco: «Mi spiace, non ho alloggi»
Di Federico Franchin
TREVISO 09/05/2005 SGOMBERO ABITAZIONE VICINO LIC. SCIENTIFICO SGOMBERO ABITAZIONE DI FRONTE LICEO SCIENTIFICO
TREVISO 09/05/2005 SGOMBERO ABITAZIONE VICINO LIC. SCIENTIFICO SGOMBERO ABITAZIONE DI FRONTE LICEO SCIENTIFICO

ABANO TERME. Emergenza casa ad Abano. Sono ben 23 gli sfratti esecutivi da inizio anno nel comune aponense. Un numero record che va quasi ad eguagliare i 30 sfratti registrati nell’intero 2012. In questa prima parte dell’anno sono aumentati ad Abano i disoccupati e gli anziani che non riescono ad arrivare a fine mese.

Davvero una situazione drammatica che testimonia quanto la crisi si stia facendo sentire anche in un territorio ricco come quello termale: «La situazione è tragica», commenta il sindaco Luca Claudio, «lunedì scorso ho ricevuto 42 persone e di queste in 30 mi hanno chiesto un lavoro. Il momento è davvero molto difficile». Il Comune si trova adesso 23 patate bollenti tra le mani. «Proveremo ad aiutare queste famiglie», spiega Claudio, «Come comune spendiamo già un milione e 600/800 mila euro all’anno per il sociale. Siamo in prima linea per dare un contributo a chi ne ha bisogno. Dobbiamo però tenere presente che dalla Regione arrivano sempre meno contributi».

Una soluzione al problema degli sfratti potrebbe essere l’assegnazione di case popolari del Comune alle 23 famiglie in difficoltà: «Sono sempre più i casi di persone che ne hanno bisogno. Attualmente però non abbiamo a disposizione alcun alloggio. Quelli che abbiamo o sono già stati affittati o sono da sistemare. Questo è però un momento difficile nel quale il Comune non può permettersi di avere delle case. Siamo messi nelle condizioni di dover vendere quelle che abbiamo. In tutto il Comune ha 70 appartamenti, tutti vecchi, anni Settanta, ai quali bisogna fare manutenzioni onerose. Basti pensare che per la manutenzione della caldaia possono andare via 5-10 mila euro».

C’è però ancora del tempo per trovare una soluzione, visto che la Legge di Stabilità approvata dal governo Monti ha prorogato il termine degli sfratti al 30 giugno. È poi probabile che il nuovo governo vada a prorogare ulteriormente i termini fino al 31 dicembre. Nel frattempo il sindaco proverà prima ad incontrare gli sfrattati e poi i proprietari degli appartamenti. «In questi casi il Comune può contrattare con i proprietari, potrebbe convincerli con uno sconto sull’Irpef, sulla Tarsu, sull’accesso comunale del metano, tutti soldi che il proprietario andrebbe a risparmiare», afferma Roberto Nardo, segretario generale di Adiconsum che sta seguendo la nuova emergenza casa. «Un’altra soluzione percorribile potrebbe essere una sistemazione stile “Casa Buona”, già in uso a Padova, attraverso la quale il Comune paga una quota, sgravando le persone dal pagamento dell’affitto, mentre ai proprietari potrebbero arrivare agevolazioni sulle tasse», conclude Nardo. L’ipotesi è un po’ in decadenza visti i tanti casi di depauperamento dell’immobile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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