Rossi, candidatura a sindaco blindata. Miotto: «È l’erede»

PADOVA. La città è uno stato d’animo. Così, nove anni fa, alla vigilia del ribaltone che avrebbe riportato il centrosinistra - dopo la parentesi di Giustina Destro – nella stanza dei bottoni di Palazzo Moroni, Ivo Rossi e Paolo Giaretta titolavano una raccolta di interventi, spunti e riflessioni sulle prospettive della città del Santo. Assessore alla Mobilità dal 2004 al 2009, vicesindaco in questa legislatura, Rossi è stato definito, già nel luglio 2012, “candidato naturale del centrosinistra” alle Comunali: investitura firmata da Flavio Zanonato. Tutti d’accordo? Uno stato d’animo preoccupato, nella nota «Primarie entro l’estate, il Pd non demolisca Rossi», ha espresso in settimana l’ormai ex senatore Paolo Giaretta: «Chi pensa che le prossime elezioni saranno una passeggiata e che il governo di Padova resterà nelle mani del Pd per una sorta di diritto divino, si sbaglia di grosso. Si tratta invece di una sfida molto difficile». Sfida che dovrà, necessariamente, passare attraverso le Primarie. Da celebrarsi, In campo, oltre al vicesindaco Rossi, ci sono il fondatore di Banca Etica, Fabio Salviato, alla testa del progetto “Padova 2020”(la cui pagina Facebook ha superato i 500 “mi piace”) e l’assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron.
Dopo aver avuto per quattro volte (nel 1995, nel 1999, nel 2004 e nel 2009) la possibilità d’indicare il candidato sindaco, gli ex Democratici di sinistra stavolta accetteranno di sostenere Rossi, espressione di un’altra area culturale, che proviene dalla Margherita. Gli stessi numeri delle Politiche 2013 in città (Pd al 27,9%, Sel al 3,7%, Centro Democratico allo 0,2%) inducono il centrosinistra a serrare i ranghi. «Rossi», commenta l’onorevole Margherita Miotto, «è indubbiamente l’erede naturale di Zanonato. Ma è logico che le Primarie determineranno una competizione: non dobbiamo viverle non come una minaccia,Tra qualche mese si comincerà a discutere di programmi, l’unico modo di rispondere agli effetti devastanti dell’antipolitica». L’onorevole Miotto sottolinea anche la necessità, per il centrosinistra, di allargare il perimetro della coalizione. «Scelta civica», argomenta la parlamentare, «ha ottenuto un bel risultato e, di sicuro, va tenuta in considerazione. Dobbiamo dare il tempo ai montiani di organizzarsi, ma appena possibile occorre avviare il dialogo con loro. Piero Ruzzante, segretario cittadino del Pd, è convinto della necessità di «lavorare intensamente sulla proposta programmatica e di avviare una campagna di ascolto del territorio. Dobbiamo impegnarci con un atteggiamento di umiltà e con la capacità di recepire le indicazioni che arriveranno dai cittadini». Ruzzante guarda anche al di là del recinto del centrosinistra: «La revoca delle deleghe all’assessore provinciale Magagnin, da parte della presidente Degani, dice chiaro e tondo che è finita l’alleanza tra Pdl e Lega Nord. Io mi auguro che in Provincia venga presentata al più presto una mozione di sfiducia per capire se c’è ancora una maggioranza».
Claudio Piron ribadisce che «si deve uscire dall’inutile corsa ai “candidati predestinati” e condividere un percorso di avvicinamento alle Amministrative partendo da problemi, priorità, bisogni, interessi generali da salvaguardare”. Quanto alla scelta dei candidati, «bisogna darsi percorsi chiari e trasparenti. Dobbiamo avere più rispetto dei cittadini. Anche le associazioni continuano a dirci che non si riconoscono più in questi partiti».
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