Amianto, Amenduni a giudizio

PIOVE DI SACCO. Il Gup Cristina Cavaggion ha rinviato a giudizio i signori della siderurgia veneta: compariranno davanti al tribunale monocratico. Il pubblico ministero padovano Sergio Dini aveva sollecitato il giudizio nei confronti di Nicola Amenduni, 94 anni, e di Maria Gresele, 87 anni, entrambi di Vicenza, titolari delle Acciaierie Valbruna spa, che aveva sede a Piove di Sacco, azienda che tuttora occupa centinaia di lavoratori (non più a Piove dove l’area è stata bonificata). I due imputati sono chiamati a rispondere di aver omesso di informare i dipendenti dei rischi specifici propri delle lavorazioni a contatto con l'amianto e di non aver fornito idonei dispositivi di protezione come mascherine filtranti, trascurando di predisporre ulteriori cautele per impedire la diffusione (e l'inalazione) nell'ambiente di lavoro di fibre d'amianto. Fino al 1985, infatti, non sono stati installati nella fabbrica impianti di aspirazione e non sono state create pareti divisorie tra i locali, dov'era trattato l'amianto, e gli altri reparti. Le accuse contestate sono di cooperazione in omicidio colposo in seguito al decesso di due operai colpiti, rispettivamente, da una neoplasia polmonare e da un mesotelioma pleurico maligno, malattie tipiche dell'esposizione all'amianto, il minerale bandito dalla produzione industriale italiana nel 1992 a causa della sua pericolosità per la salute.
Eugenio C. aveva lavorato per le acciaierie dal 9 gennaio 1973 al 23 settembre 1994 in qualità di addetto alla manutenzione dei forni: ormai all'età della pensione la scoperta del tumore che ne ha provocato il decesso l'11 febbraio 2008. Roberto B., di Dolo, si era ammalato di un mesotelioma, anche lui dopo tanti anni di lavoro nell'azienda. Un mesotelioma contro il quale ha lottato con coraggio, prima di soccombere il 4 ottobre dell'anno scorso.
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