L'assessore Clai: «Al cimitero servono spazi per i non cattolici»

L'integrazione passa anche dai cimiteri. La questione delle sepolture di cittadini di diverse fedi religiose sta emergendo anche a Padova

PADOVA. L'integrazione passa anche dai cimiteri. Elementare ma per nulla banale, la questione delle sepolture di cittadini di diverse fedi religiose sta emergendo anche a Padova. Soprattutto per quanto riguarda i musulmani che chiedono di seppellire i loro cari in Italia e non, come spesso accade, di riportarli nella loro terra natìa. È un'esigenza con la quale le amministrazioni pubbliche dovranno fare sempre più spesso i conti visto l'invecchiamento della popolazione. Padova ha già iniziato.

Qualche giorno fa l'assessore ai servizi cimiteriali Silvia Clai ha incontrato un'associazione musulmana proprio per parlare di questi temi. «È un percorso ancora agli esordi» spiega la Clai, «e tutto da costruire privilegiando l'integrazione». A Padova lo spazio dedicato alle persone di fede religiosa diversa da quella cattolica ospita circa 50 salme. Tecnicamente è riservato agli acattolici e sempre più spesso è richiesto dai musulmani che, secondo il loro rito, vengono sepolti solo con un sudario direttamente in terra e rivolti verso la Mecca. Tra l'altro, sempre secondo la tradizione, non andrebbero esumati, anche se in questi casi la legge dà ragione alla pratica italiana. Ma è evidente che c'è e ci sarà sempre più bisogno di spazio. «Stiamo ragionando sul da farsi» continua la Clai. Il che può significare due cose. Che va ampliato il cimitero o che vanno creati nuovi luoghi.

«Tendo a privilegiare l'integrazione» commenta l'assessore, «e non la creazione di spazi ghettizzati. Ma è ancora presto per fare questi ragionamenti, siamo in una fase preliminare». Nel frattempo l'esponente Idv è impegnata a pubblicizzare l'iniziativa del Comune che dà la possibilità di commutare le pene pecuniarie in lavori socialmente utili, ad esempio nei cimiteri. Una possibilità che esiste dallo scorso autunno ma che nessuno ha ancora utilizzato. «Deve essere richiesta dagli imputati e dai loro legali» spiega, «noi siamo a disposizione per ulteriori informazioni».

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