Passo delle Fiorine rischia di diventare una grande latrina

La Provincia non ha più i soldi per tenere aperti i bagni. Gli alpini faranno volontariato solo il 25 Aprile e l’1 Maggio

TEOLO. Non si placa l’ira del sindaco Moreno Valdisolo per il rischio che le zone di Monte Madonna e Passo Fiorine diventino una latrina a cielo aperto. Recentemente è emerso che la Provincia non ha la disponibilità economica per provvedere a finanziare, come faceva fino allo scorso anno tramite il Parco Colli, l’associazione nazionale alpini che si era assunta l’onere di tenere tagliata l’erba, curata la piccola manutenzione dei percorsi pedonali e, soprattutto, di sorvegliare e mantenere dignitosi e puliti i bagni pubblici durante i fine settimana. Passo Fiorine è infatti meta di gitanti ed escursionisti che ogni domenica affollano a centinaia la vallata e i boschi che la circondano. Il servizio reso alla comunità dagli alpini veniva ricompensato con un contributo di circa ottomila euro annui, ma da questo mese è giunta la notizia che di soldi non ce ne sono più.

La Provincia è proprietaria dell’area a seguito di donazioni giunte negli anni, e la presidente Barbara Degani ha manifestato l’intenzione di trovare una soluzione, compatibilmente con le risorse disponibili. L’apertura del parco Avventura, luogo di svago per giovani, ha contribuito ad aumentare il numero dei visitatori. A supplire alle carenze di servizi igienici ci pensa la vicina Baita, bar ristorante che però non gradisce questo ruolo. «A differenza di altri pubblici esercizi noi non facciamo pagare l’uso dei bagni» dice il titolare «pur rappresentando un costo in termine di consumo di acqua che va anche a incidere sul redditometro. Lasciamo alla discrezionalità delle persone l’eventuale consumazione, ma quello che è brutto vedere» aggiunge «è la lunga fila di signore in attesa del loro turno alla toilette che si snoda lungo la sala, proprio vicino ai tavoli dove si fermano i clienti».

Il primo cittadino è indignato e preoccupato. «Gli alpini hanno garantito che forniranno il servizio gratuitamente il Primo maggio e il 25 Aprile, poi sarà il caos» dice Valdisolo «se la Provincia non ce la fa a pagare che lo ammetta, ci dica “arrangiatevi” e noi ci arrangeremo. Lascino a noi la gestione del posto e in qualche modo troveremo i volontari e le risorse minime per garantire ai visitatori una degna accoglienza. Eviteremo alle signore la fila ai bagni del bar e ai maschi di dover girovagare nel bosco alla ricerca di un posticino tranquillo dove risolvere i loro problemi fisiologici, trasformandolo così in una latrina». Ma non è solo nei fine settimana che servono i bagni: il gestore della Baita evidenzia che anche durante la settimana giungono comitive di visitatori. «Le scuole hanno organizzato delle gite e arrivano anche quattro pullman contemporaneamente» racconta «si tratta di almeno 200 tra studenti e accompagnatori e tutti, prima o poi, hanno bisogno del bagno».

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