Rivolta degli autisti, il principale di notte fa sparire i camion

Il titolare della ditta di autotrasporti si presenta con 64 russi che mandano all’ospedale uno dei dipendenti di presidio per essere pagati

ROVOLON. Massima tensione nella notte davanti ai cancelli della “Busatta & Cecchin” dove si sono presentati i proprietari con 60 autisti ingaggiati per svuotare il parcheggio. Uno degli autisti di presidio è stato malmenato ed è finito all’ospedale. Sono intervenuti anche i carabinieri. Solo uno dei 64 camion è rimasto parcheggiato.

Intorno a mezzanottei, ha raggiunto il cancello del piazzale un gruppo di persone con in testa i titolari della ditta e alcuni familiari. Non sono mancati attimi di tensione, perché a guardia del presidio installato dieci giorni fa dai lavoratori del sindacato autonomo Fao-Slai Cobas c'erano sei autisti.

Adrian e Razvan raccontano: «Intorno alle 23.45, noi in auto stavamo facendo la guardia. A un certo punto abbiamo visto aprirsi improvvisamente il cancello della ditta. Guardando in strada, abbiamo scorto un mucchio di gente in compagnia del titolare dell'azienda, di un russo e di un interprete. Siamo scesi dalla macchina e ci siamo avvicinati al cancello. L'interprete ha preso per il bavero un nostro collega e un altro gridava: «Stai lontano che questi ti ammazzano».

Il ventottenne Sinisa Vaskrsic si è trovato a tu per tu con l'energico personaggio: «Mi ha preso per il bavero e mi ha urlato qualcosa in russo, poi ha mollato la presa. Ho iniziato subito ad avvertire dei dolori e così ho chiamato i soccorsi. È arrivata l'ambulanza che mi ha trasportato al pronto soccorso di Abano. I medici mi hanno diagnosticato una distorsione e distrazione al collo. Sono stato dimesso dall'ospedale questa mattina con una prognosi di otto giorni, durante i quali devo portare un collare morbido, e prendere dei farmaci».

Il brutto episodio avrà strascichi giudiziari. In men che non si dica, e mentre i colleghi degli autotrasportatori del presidio si precipitavano sul posto, i mezzi guidati dai “nuovi autisti” hanno varcato incolonnati il cancello dell'ampio piazzale e si sono messi in strada tallonati dalle macchine dei lavoratori. Sono stati chiamati i carabinieri, i quali hanno fermato all'entrata della zona artigianale l'ultimo camion, guidato dal fratello del titolare, riscontrando delle irregolarità.

Duro comunicato emesso dai Fao-Cobas sull'episodio: «La polizia stradale ha poi trovato e bloccato in varie piazzole almeno 22 dei 60 mezzi usciti: due a Grisignano, dodici a Soave, otto a Ponte di Barbarano. Quella di venerdì scorso era stata una prova generale».

Grazie alla mediazione del vicesindaco, c'è stato un incontro consultivo tra lo Slai Cobas e la proprietà. In questa riunione, i proprietari hanno preso l'impegno di pagare quanto spetta ai dipendenti in due tranches. La prima tra il 18 e il 19 aprile, la seconda il 30. Da parte loro, i lavoratori iscritti al sindacato autonomo smantelleranno il presidio con l'arrivo della prima rata.

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