Bastia, spuntano dieci camion

ROVOLON. Una decina di ex camion della ditta “Busatta & Cecchin” sono tornati ieri a Bastia, ma ovviamente non in via del Lavoro 54, sede dell’azienda di autotrasporti per conto terzi. I mezzi sono stati parcheggiati nel piazzale del cimitero della frazione, e sono quelli bloccati nella nottata di mercoledì dalla Polizia stradale in una piazzola di Ponte di Barbarano.
Si arricchisce così di un nuovo episodio la burrascosa e intricata vicenda che da martedì 2 aprile vede protagonisti i dipendenti che esigono gli stipendi arretrati e i due coniugi titolari che hanno venduto il parco mezzi ad un’azienda straniera per ottenere liquidità. I sessantaquattro Mercedes, Scania e Man hanno varcato il cancello dell'azienda incolonnati due notti fa. Hanno preso direzioni diverse, con al volante gli autisti stranieri ingaggiati dalla nuova azienda. L'uscita dei camion non è stata indolore, perché davanti al cancello è stato installato un presidio attorniato dalle bandiere del sindacato Fao-Slai Cobas. I sei occupanti del presidio, una volta accortisi dell'improvviso arrivo di una sessantina di nuovi autisti con in testa i titolari e alcuni parenti, sono usciti per controllare la situazione.
Un lavoratore ventottenne ha avuto un incontro ravvicinato con un robusto personaggio russo, che lo ha aggredito prendendolo per il bavero procurandogli una distorsione-distrazione del collo guaribile in otto giorni. I colleghi del ferito giunti sul posto, hanno filmato tutte le operazioni di messa in moto e uscita dei camion, e poi li hanno seguiti in macchina avvertendo le forze dell'ordine di quanto stava avvenendo. I filmati girati dagli autisti sono stati caricati sul sito web 'youtube'. Si attende ora la denuncia da parte del giovane aggredito. Sul fronte delle trattative, la proprietà si è impegnata a pagare le spettanze arretrate ai dipendenti in due rate: la prima entro il 18, la seconda a fine mese. Il presidio sarà tolto se entro giovedì verranno pagate le retribuzioni fino a gennaio.
Piergiorgio Di Giovanni
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