Controlli sui bivacchi di pesca sul Brenta Impiegati una quindicina di operatori

Sono stati intensificati i controlli ai pescatori lungo le rive del Brenta. La polizia provinciale, in collaborazione con i carabinieri di Codevigo e le Guardie particolari giurate volontarie ittiche...

Sono stati intensificati i controlli ai pescatori lungo le rive del Brenta. La polizia provinciale, in collaborazione con i carabinieri di Codevigo e le Guardie particolari giurate volontarie ittiche dell’associazione Federpesca, della Padova Carp Team e delle Guardie ambientali d’Italia, negli ultimi giorni ha passato, infatti, al setaccio i pescatori appostati lungo il corso del fiume. «Abbiamo deciso di intervenire in forze» ha spiegato l’assessore alla Polizia provinciale Enrico Pavanetto «perché sono giunte molte segnalazioni di bivacchi utilizzati da cittadini della Repubblica Ceca, della Slovacchia e della Moldavia per svolgere un’attività di pesca al siluro che, talvolta, dura per più giorni». Si tratta addirittura di appostamenti in tenda, che quindi possono diventare in realtà dei veri e propri accampamenti abusivi. Nei controlli sono stati impiegati una quindicina di uomini. Il comandante della polizia provinciale Cino Augusto Cecchini ha aggiunto: «Era da qualche giorno che tenevamo monitorata la situazione creatasi lungo gli argini del fiume Brenta. L’attività informativa è stata molto importante per capire che, talvolta, lungo i corsi d’acqua non s’incontrano solo i pescatori. Sta di fatto che, con la collaborazione dei carabinieri, sono stati identificati tutti i presenti». Non è stata elevata comunque alcuna sanzione. «Occorre però dire che qualcuno» ha detto Cecchini «appena avvistati gli uomini in divisa si è allontanato rapidamente, e ciò a conferma che la situazione deve essere tenuta sotto controllo». La Polizia provinciale assicura che i controlli continueranno.

Alessandro Cesarato

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