Grantorto, parte la diffida a Veneto Acque
GRANTORTO. Il Comune diffida Veneto Acque a sospendere i lavori di posa delle tubazioni per la realizzazione dell’acquedotto che porterà l’acqua potabile nella Bassa padovana e nel Polesine. Ieri il vicesindaco Luisana Malfatti ha chiesto all’agenzia regionale di rimuovere tempestivamente il materiale collocato sopra i campi e il ripristino dello status quo. La condotta, che nei mesi scorsi è stata posta lungo il Brenta nel territorio di Piazzola, ora è giunta a Grantorto occupando, all’insaputa del Comune, i terreni pubblici pronti per il raccolto del primo sfalcio.
A sollevare la questione, l’assessore all’Ambiente e all’Agricoltura Antonio Miazzo, che ha effettuato un sopralluogo lungo le campagne dove dovrebbe passare l’acquedotto. «In questo periodo così critico», incalza Miazzo, «a dieci giorni dal raccolto del primo sfalcio, alimento principale per la bestia da latte in una zona vocata all’alimentazione zootecnica, il mancato preavviso e l’omessa presenza di un responsabile sul posto sta creando seri danni all’agricoltura. Non si capisce perché non si è cercato di collocare le tubazioni in posti meno dannosi affinché l’agricoltore potesse raccogliere il suo prodotto. L’occupazione illegittima ha riguardato terreni comunali sui quali Veneto Acque, in assenza di una scrittura privata o di una convenzione con il Comune, ha iniziato i lavori di posa in opera di condotta acquedottistica». Proprio per questo, ieri è intervenuto a mezzo di diffida Malfatti (che è avvocato)per chiedere l’immediata sospensione dei lavori, annunciando che l’amministrazione comunale «si riserva di adire l’autorità giudiziaria non solo in sede civile per i danni materiali cagionati dall’omesso raccolto, ma anche in sede penale stante la violazione degli articoli concernenti l’introduzione e occupazione abusiva di terreni e il danneggiamento».
Paola Pilotto
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