La madre: «La motozappa l’ha ucciso davanti a me»

L’anziana ha visto il figlio risucchiato di colpo dalle lame e si è messa a gridare Una fine orribile: è morto dilaniato. Salma e macchinario posti sotto sequestro
Di Silvia Bergamin
BELLUCO REC FOTO DANILO PETTENUZZO CARMIGNANO DI BRENTA
BELLUCO REC FOTO DANILO PETTENUZZO CARMIGNANO DI BRENTA

SAN PIETRO IN GU. La madre l’ha visto finire sotto la morsa divoratrice della motozappa: «Ero nell'orto con lui, quando ho sentito un rumore strano: mi sono girata e ho visto Danilo sparire sotto l'attrezzo». Sono le parole della madre 85enne di Danilo Pettenuzzo ai soccorritori che mercoledì pomeriggio sono accorsi in via Postumia Vecchia per tentare di rianimare il figlio maggiore, 58 anni. L'anziana si è messa a gridare: un cugino si è precipitato nell'orto, proprio di fronte alla casa dove abitavano madre e figlio, ma ha capito subito che nulla si poteva fare. Il corpo dell'agricoltore, dilaniato dalle lame, è stato posto sotto sequestro come la motozappa, in attesa che il magistrato decida se fare o meno l'autopsia. La data del funerale sarà fissata nelle prossime ore, la cerimonia sarà comunque celebrata in paese.

Una fine orribile: l'agricoltore, che era vedovo e con il bel tempo voleva finalmente coltivare l'orto, era intento a fresare il terreno con la motozappa: facendo retromarcia è rimasto impigliato nell'attrezzo agricolo, che lo ha agganciato per i vestiti e risucchiato. Pettenuzzo è finito sotto le lame.

L’uomo, che ieri avrebbe compiuto 59 anni, è morto per le atroci ferite e a nulla sono serviti i soccorsi, giunti sia dall'ospedale di Cittadella che da Padova, da dove si è levato in volo l'elicottero del Suem atterrato nei campi poco fuori dal centro abitato.

Poche ore prima, una tragedia analoga a  Camino di Oderzo (Tv) è costata la vita ad Antonio Marchesin, 74 anni. Il pensionato di Mansuè (Tv)dissodava l'orto della cognata con un motocoltivatore quando, nel tentativo di indietreggiare, ha messo un piede in fallo ed è caduto. Il mezzo si è trasformato in una trappola mortale che in pochi secondi lo ha ucciso. I pantaloni si sarebbero incastrati tra le lame del motocoltivatore, che lo avrebbe "inghiottito" maciullandogli le gambe. Nel tentativo disperato di liberarsi e sfuggire alla morte Marchesin ha usato mani e braccia che, a loro volta, sono state dilaniate dalle lame taglienti. Aveva usato tante volte il macchinario, era esperto tanto che, in un primo momento, tra le cause della tragedia, si ipotizzava un malore.

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