Padova, il Pdl all'attacco: «No agli ubriachi, fermate il Botellòn»

Il consigliere d’opposizione Salmaso: «Prato pieno di rifiuti e pronto soccorso intasato, il tutto a spese della collettività»
BARON - PULIZIA DI PRATO DOPO IL BOTELLON
BARON - PULIZIA DI PRATO DOPO IL BOTELLON

PADOVA. Manca poco più di un mese al Botellòn, la festa spagnola fissata per il 29 maggio in Prato della Valle, e c'è già chi gli dichiara guerra. È il consigliere comunale Alberto Salmaso, che denuncia: «non sono contro i giovani e il loro raduno ma non è possibile che vengano qui per ubriacarsi a spese della società». Quali spese? Quelle del day-after, quando Prato della Valle ha bisogno di essere ripulito da bottiglie e mozziconi di sigaretta. E non solo. Anche quelle rese necessarie dagli eccessi di alcol che puntualmente si verificano in un evento che non a caso si chiama Botellòn, dato che nasce in Spagna e prevede che ogni partecipante si porti una bottiglia da consumare all'aperto, in piazze o strade. E che a Padova richiama migliaia di persone da tutto il Veneto.

«Forse non è bastato l'ultimo bollettino di guerra con tutti gli scippi, il consumo di droghe, l'intasamento del pronto soccorso» continua Salmaso, «a carico dei contribuenti. A questo si sommano le centinaia di persone pagate in straordinario dalla collettività per sorvegliare e pulire. Ho saputo che il ministero della Salute ha mandato una nota al Comune di Padova la scorsa estate. Vorrei sapere che fine ha fatto e quali provvedimenti ha preso l'amministrazione sulle raccomandazioni iscritte nella lettera». Il consigliere ha intenzione di portare l'argomento di fronte a sindaco e assessori: «chiederò in consiglio comunale di allestire per quella sera quattro maxi schermi in Prato in cui proiettare video di incidenti dovuti all'alcol o con i suoi effetti deleteri».

Ma Salmaso non è l'unico a guardare il calendario. Si stanno attivando anche i volontari del Botellòn Ecologico e Solidale: un gruppo di ragazzi che preferiscono l'anonimato e che hanno l'obiettivo di ovviare al problema della pulizia. Il tam tam per il Botellòn nasce e cresce su Facebook. Ecco perché è un fenomeno così difficile da governare anche per le istituzioni. Lo scorso anno i ragazzi del Botellòn «pulito» si sono attivati per raccogliere fondi per la pulizia del Pra' che poi sono stati destinati ai terremotati. In particolare a quelli Campolongo, nel modenese, a cui sono arrivati circa 5 mila euro tramite una donazione alla Croce Blu. Il presidente Giulio Righini ha scritto loro per ringraziarli. Ed è con quella lettera in tasca che i ragazzi andranno all'incontro che hanno chiesto mercoledì, sempre via lettera, al sindaco Flavio Zanonato per riproporre l'idea di ripulire il Prato dopo la festa. Nel frattempo hanno già stilato le «istruzioni per l'uso» dell'evento che comprendono consigli pratici (in primis l'invito ad usare cestini e bagni chimici) a considerazioni più generali (come «Porta il buon senso, non dimenticarlo a casa»). Al sindaco rivolgeranno richieste concrete, come quella di una diversa distribuzione dei bagni chimici, secondo i ragazzi troppo concentrati in un solo punto del Prato, e l'idea di bissare la vendita di magliette con il logo della manifestazione per finanziare la pulizia dell'isola Memmia. Nel frattempo il numero dei partecipanti annunciati su Facebook aumenta di giorno in giorno. Siamo già a quota 6.750.

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