Sos dal tunnel di Busa: «Monumento a pezzi e ridotto a discarica»

VIGONZA. Un monumento ridotto a discarica e martoriato da infiltrazioni, sporcizia e umidità. Questo è diventato il glorioso e storico “vecio tunnel” ferdinandeo di via Padova, sopra il quale transita tuttora la linea ferroviaria Venezia-Padova.
A lanciare il grido di allarme è Fabio Pagini, referente locale dell’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia al quale ieri, durante la deposizione della corona d’alloro alla lapide dei patrioti Beppino Smania e Giovanni Vicentini, giovani studenti universitari trucidati dai tedeschi in ritirata, non sono sfuggite le condizioni in cui si trova il sottopasso ferroviario di Busa.
«Il tunnel è lordo, insalubre e brutto da vedere», spiega Pagini, «al suo interno vi sono diversi scarichi di rifiuti e pattume solido di ogni genere. Per non parlare delle tante infiltrazioni dall’alto e sulle pareti, oltre agli ampi scrostamenti lungo i muri. L’incuria è evidenziata anche dai neon bruciati, dalle scritte volgari tracciate con i pennarelli o a colori indelebili e dalle ragnatele sedimentate da anni. In occasione del 25 aprile», aggiunge Pagini, «questo monumento, che è un pezzo di storia di Vigonza, poteva essere per lo meno reso decoroso. Come Anpi, cogliamo l’occasione per dire che il 25 aprile non è solo retorica, discorsi e ghirlande di alloro, ma anche mantenere in maniera dignitosa quei pochissimi siti che danno a Vigonza un poca di storia, di cultura e di prestigio».
A tutto ciò si aggiunge il fatto che il tunnel, a livello strutturale, ha raggiunto una condizione tale di degrado che incute timore a ciclisti e pedoni. intenzionati ad attraversarlo. Si ha quasi l’impressione che, da un momento all’altro, possa staccarsi qualche pezzo.
Purtroppo ogni inverno che passa si aggrava lo stato di conservazione dello storico manufatto, a causa del ghiaccio che crea ulteriori fessurazioni, dalle quali poi si moltiplicano le infiltrazioni d’acqua piovana.
Le intemperie e l’inesistente manutenzione delle strutture, sottoposte per altro quotidianamente alle sollecitazioni della linea ferroviaria, stanno rovinando il sottopassaggio. «Come proposta, si potrebbe chiamare dei giovani writers che lo abbelliscano, magari con un tema legato all’Italia, ai partigiani, all’unità» conclude Pagini.
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