«Claudio, basta uccidere l’ambiente con gli ecomostri»

ABANO TERME. «Perché non facciamo partire proprio da Abano Terme la giornata del “commercio responsabile”?”. La proposta è di Michele Ghiraldo, presidente di Ascom Abano. Ghiraldo vuole reagire con...

ABANO TERME. «Perché non facciamo partire proprio da Abano Terme la giornata del “commercio responsabile”?”. La proposta è di Michele Ghiraldo, presidente di Ascom Abano.

Ghiraldo vuole reagire con proposte nuove al nuovo centro commerciale che sorgerà in zona P1: «Si tratterebbe di valorizzare chi fa commercio con un occhio di riguardo per l’equilibrio, la tutela del territorio e una condivisione delle tematiche sociali», spiega Ghiraldo, «sarebbe un modo per ribadire una certa nostra leadership (culturale prima ancora che turistica) e per diventare protagonisti di quella “green economy” che sarà sempre più l’economia di domani. Il commercio è pronto a fare la sua parte, sarà pronta anche l’amministrazione?».

La proposta di Ghiraldo arriva a seguito della denuncia fatta nei giorni scorsi in occasione dell’”Earth day”: 288 ettari di terreno ogni giorno vengono sottratti all’ambiente dalla cementificazione. «Se diciamo che 288 ettari sono l’equivalente di qualcosa come 400 campi di calcio, allora la questione è più chiara. E anche più paurosa. Eppure c’è ancora chi, come l’amministrazione comunale di Abano, si ostina a credere che “costruire è bello” e, pertanto, dà il via libera alla realizzazione di un mega centro commerciale che non solo impatterà sulle attività economiche, ma avrà effetti anche sul patrimonio storico-culturale della città». «Quando il sindaco Claudio richiama la legge regionale», chiude Ghiraldo, “sponsorizza” i centri commerciali all’interno dei centri storici. Non capisce bene i termini visto che poi finisce per autorizzare la costruzione di un ecomostro ben fuori dal centro cittadino e ben dentro le vicinanze di una villa come Villa Mocenigo Mainardi, che si troverebbe l’ecomostro a far da quinta».

(f.fr.)

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