Truffa da 10 milioni, il contabile di Galliera patteggia
CITTADELLA. Per una frode da 10 milioni di euro andranno a processo gli imprenditori Loretta Velo, 39 anni, residente a Caerano San Marco (Tv), ex amministratore delegato della Velo Group di Altivole (Tv), e Marco Moretti, 45 anni di Cittadella, coamministratore della Tmd Gmbh di Berlino, ritenuta dagli inquirenti una cartiera. L’ex compagno di Loretta Velo, Marco Rossini, 40 anni di Montebelluna (Tv), ex amministratore della società di Altivole e successivamente responsabile della Cmr Industry di Candelù, nonché ex consigliere di Unindustria, ha invece chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Ha infine patteggiato la pena il commercialista di Galliera Veneta Maurizio Pontarolo, 44 anni, ad della Tmd Gmbh.
I quattro, la settimana scorsa davanti al gup di Treviso, dovevano rispondere a vario titolo della frode contestata dal pm Iuri De Biasi e portata alla luce dalla Guardia di finanza di Bassano al termine di una complessa indagine che aveva fatto scattare anche una serie di arresti. Secondo gli inquirenti, era stato messo in piedi un gito di fatture false attraverso cartiere con sede all’estero (in Germania, in particolar modo)documentando costi in realtà mai sostenuti, la Velo spa (che produce macchinari per l’industria enologica, della birra e del trattamento delle acque) che poteva da un lato abbattere l’imponibile e le tasse da pagare (845 mila euro l’importo Iva che sarebbe stato sottratto al Fisco) e dall’altro costituire una riserva di fondi neri. Nrei guai anche una società giovane quale la Cmr Industry rilevata da Rossini, imprenditore con una laurea alla Bocconi e un’esperienza in Aprilia.
Rossini firma un nuovo capitolo di questa vicenda economico-giudiziaria finita nel febbraio 2012 con arresti eccellenti: ha infatti depositato il 29 marzo una denuncia per estorsione contro Velo spa e altri 2 soggetti ritenuti una sorta di «agenti riscossori» dell’azienda di Altivole. Rossini si dice vittima di un vero e proprio ricatto: al momento di andarsene dalla Velo, avrebbe dovuto firmare un impegno a pagare alla società di Altivole la somma di 1 milione 600 mila euro (poi ridotta a 800 mila euro) rifondendo un presunto buco.
Rossini dice che quel contratto gli sarebbe stato estorto con la forza e lo avrebbe firmato dietro una serie di pressioni e di minacce. A dar forza alla denuncia, c’è un’informativa della Guardia di Finanza di Bassano, scattata a seguito delle intercettazioni degli investigatori che stavano indagando appunto sulla maxi-frode, da cui «si traggono elementi gravi, precisi e concordanti che portano a ritenere come il Rossini sia stato pesantemente minacciato e intimorito (...) al fine di ottenere dallo stesso l’immediato rientro di ingenti somme di denaro, sia di impedirgli di rivelare alla Guardia di Finanza questioni compromettenti». I due «riscossori» querelati insieme alla Velo spa avrebbero «alimentato in Rossini, in maniera incalzante, continua, assilante, pesanti timori legati alla prospettazione di imminenti pericoli (...) alle persone a lui più care», scrive ancora il tribunale civile nel pronunciamento depositato nei giorni scorsi.
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