L’ex camerata commosso «Ci vorrebbe ancora lui»

LOREGGIA. «Sono qui per ricordare il duce nell’anniversario della sua morte. Chi ha fatto celebrare la messa per Benito Mussolini ha fatto bene. Oggi ci vorrebbe uno come lui per mettere ordine». Non aspettava altro Adriano Gian, classe 1938, di Santa Giustina in Colle, per rispolverare il suo credo fascista e l’adorazione mai sopita nei confronti di Mussolini. Tanto da tirare fuori dal portafoglio i “santini” aggiornati con il calendario 2013 e con la faccia dall’inconfondibile mascella.
«Mia mamma ha conosciuto di persona il duce», ricorda Gian che esibisce una vecchia tessera di An e la camicia nera. Con lui anche qualche altro nostalgico, ben più giovane,giunto a Loreggia per seguire la messa e ricordare il duce.
Sotto l’occhio vigile di carabinieri e Digos, la mattinata è trascorsa senza tensioni. «I nostri cittadini hanno dato il giusto peso alla questione, mostrando il disinteresse nei confronti di un non-problema. I problemi oggi sono ben altri e per superarli servono motivi di unità, non divisioni da vecchie ideologie», commenta davanti alla chiesa il sindaco Fabio Bui. «Don Leone è stato ineccepibile nel suo ruolo di sacerdote. Io però non avrei pubblicato il nome di Benito Mussolini sul foglietto settimanale».
«Loreggia è un paese tranquillo», ha rassicurato prima della messa l’ex consigliere di An e candidato sindaco alle ultime elezioni Antonio Ventre.
Simone Marconato, responsabile dell’Anpi, ha coordinato il volantinaggio di protesta contro la celebrazione: «Di fronte alla morte siamo tutti uguali, ma non possiamo dimenticare le responsabilità storiche di Mussolini. Non vogliamo che la sua figura ispiri nuovi rigurgiti fascisti né che legittimi i gruppi neofascisti. Questo ricordo può creare confusione». (fra.z.)
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