Lunghi propone una variante per fermare la Berica

Modifica alle norme tecniche del Prg: 300 metri dalle case per i nuovi impianti a biomasse, biogas e bioliquidi
Di Nicola Cesaro

MONSELICE. Una barriera virtuale, ma senza dubbio efficace, all’impianto di biogas dell’Agricola Berica. Ad erigerla è il consiglio comunale di Monselice, che si è riunito lunedì sera ed ha approvato una importante variante al piano regolatore comunale. Non senza polemiche è passata una modifica alle norme tecniche di attuazione del Prg nelle zone agricole. In particolare sono stati ritoccati due articoli che impongono, per i nuovi impianti di biomasse, biogas e bioliquidi, la distanza minima di 300 metri dalle abitazioni e di 150 metri dai corsi d’acqua.

«La variante si cala su tutto il territorio comunale» spiega Emanuele Rosina, consigliere della Lega Nord e presidente della seconda commissione «e interessa tutti gli impianti che verranno proposti per l’area agricola monselicense, ma ovviamente è stata resa urgente dagli ipotetici progetti di cui si è parlato negli ultimi mesi».

Su tutti quello dell’Agricola Berica, che in via Rovigana vorrebbe realizzare un impianto per la produzione di energia elettrica e termica dal biogas, utilizzando gli scarti di lavorazione del pollame, per una potenza di 999 KW. «Il limite dei 300 metri dalle case ci rende piuttosto tranquilli» ha commentato l’assessore all’Ambiente Beppino Zerbetto «e si pone come valido criterio di salvaguardia. L’altro limite, quello riferito ai corsi d’acqua, tutela Bisatto, Bagnarolo e Fossa Monselesana».

La variante, votata all’unanimità, è stata in parte criticata dal centrosinistra, che ha chiesto la possibilità di modificarne il testo sia in sede di consiglio che in futuro: «È buttata lì come una cannonata» ha denunciato Francesco Miazzi «e punisce indiscriminatamente l’impianto da 1 megawatt così come il piccolo impianto aziendale del povero agricoltore. Serve una proposta condivisa che non sia così generalista». Non è invece stata votata – anche qui tra le polemiche dei diretti interessati – la mozione presentata dai consiglieri della “Nuova Monselice” che chiedeva, nello specifico, un parere negativo al progetto dell’Agricola Berica. L’amministrazione comunale, accusata di aver giocato furbescamente d’anticipo, l’ha ritenuta superata dalla variante discussa qualche minuto prima: «Noi agiamo concretamente per il bene della comunità, voi per fare politica», ha peraltro attaccato il sindaco Francesco Lunghi rivolto alla minoranza. Aggiunge Rosina: «D’altra parte, come potremmo esprimere parere negativo ad una cosa che non esiste? L’Agricola Berica ha presentato al Comune del materiale, ma ad oggi non ha depositato alcun progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova