Piano speciale di controlli sull’impianto di biogas
LIMENA. Il Comune di Limena ha dovuto emettere un’ordinanza per obbligare la ditta Tosetto a mettere in sicurezza il proprio impianto di biogas, dopo che l’Arpav aveva trovato nei fanghi di lavorazione delle sostanze potenzialmente inquinanti. L’episodio è finito sui banchi del consiglio comunale, tramite un’interrogazione delle minoranze, e su di esso ha delle perplessità il locale circolo di Legambiente. L’impianto, che produce energia elettrica, è alimentato da reflui zootecnici e biomasse vegetali. Durante alcuni controlli, a settembre dello scorso anno e a febbraio dell’anno in corso, l’Arpav aveva trovato dei Policlorobifenili (Pcb), nel digestato solido e liquido contenuti all’interno delle vasche di stoccaggio, ma non nel letame e nell’insilato di mais utilizzati per l’alimentazione dell’impianto. Sostanze inquinanti, i Pcb, che rischiavano di contaminare il terreno se le vasche avessero tracimato. Si tratta di composti utilizzati come fluidi dielettrici (per limitare il flusso di corrente, per esempio nei trasformatori) e come additivi per antiparassitari, isolanti, vernici. Il Comune ha pertanto ordinato alla ditta di smaltire correttamente il digestato. Le minoranze de “Il Ponte-Insieme per Limena” hanno chiesto spiegazioni e ulteriori informazioni durante l’ultimo consiglio comunale. Alla loro interrogazione, l’assessore all’Ambiente Maurizio Martinello ha risposto, rassicurando che la ditta ha messo in sicurezza il materiale contaminato e che provvederà a presentare un piano di indagini ambientali, che definisca l’entità della contaminazione, finora rilevata soltanto all’interno dell’impianto di depurazione. L’Arpav presenzierà alle operazioni di indagine. Sulla vicenda s’inserisce anche il locale circolo di Legambiente, che si domanda, da settembre ad oggi, dove sia finito il digestato inquinato e se sia stato sparso su dei terreni. Altra questione è il motivo per cui si è intervenuto dopo mesi dalla prima rilevazione della presenza delle sostanze inquinanti: «Proprio in merito al fatto che le indagini ci dicono che nel materiale stoccato nell’azienda non sussiste alcun inquinamento» scrive Legambiente, «ci si chiede da dove possa provenire la contaminazione chimica riscontrata nel digestato. Il biogas rappresenta una grande opportunità per l’agricoltura e per l’ambiente, perché concorre all’integrazione del reddito agricolo e alla valorizzazione dei suoi sottoprodotti, che altrimenti sarebbero trattati come rifiuti, e in quanto fonte energetica rinnovabile. A patto che gli impianti siano progettati nel rispetto dell’ambiente».
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