La scintilla di quell’abuso edilizio

Il 9 ottobre del 2012 arrivò alla Procura l’esposto del Comune
BARSOTTI - VIA ORTO BOTANICO 1
BARSOTTI - VIA ORTO BOTANICO 1

Inizia ufficialmente il 9 ottobre scorso la guerra tra la Veneranda Arca del Santo e il Delegato Pontificio della Basilica, monsignor Francesco Gioia, anche se la tensione è forte da anni. È quel 9 ottobre che gli uffici tecnici del Comune di Padova trasmettono alla procura della Repubblica un esposto, segnalando l’abuso edilizio realizzato in un’ala del complesso basilicale (l’ex casa del custode), in via Orto Botanico 1, dove sono stati realizzati cinque mini-appartamenti (quattro dei quali inferiori ai 45 metri quadrati, limite minimo imposto dal regolamento edilizio cittadino) in spregio del regolamento comunale e dei vincoli monumentali sui quali è chiamata a vigilare la Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale. Nessuno sapeva nulla: l’affaire viene allo scoperto quando il Delegato Pontificio trasmette al Comune una richiesta di sanatoria per l’abuso commesso e una richiesta di variazione della destinazione d’uso degli spazi dell’ex museo, sempre nel complesso basilicale, dove si prevede la creazione di un centro alberghiero con ristorante.

Sull’abuso la procura apre un’inchiesta. Da sette mesi nessuna notizia ufficiale. E nemmeno un atto formale come il sequestro dei mini-alloggi che vengono regolarmente utilizzati. Ma è costante il braccio di ferro tra Veneranda Arca – organismo sorto nel 1396 con la missione di tutelare e provvedere alla manutenzione del complesso basilicale – e il Delegato Pontificio Gioia. Nei mesi scorsi quest’ultimo stoppa un intervento di restauro sulla statua bronzea del Donatello dedicata al Gattamelata (restauro poi affidato dal Delegato a una ditta di sua fiducia, anche se dei lavori non è rimasta granché traccia) mentre, senza informare né l’Arca né i frati del convento del Santo, ordina lavori di consolidamento nel Chiostro del Noviziato e in Basilica, disponendo il trasferimento del “Pane dei poveri” da un’ala in via Orto Botanico al chiostro di Luca Belludi. Con il rischio - temono in molti - di un’imbarazzante commistione fra pellegrini e quanti si rivolgono al centro di carità per ricevere aiuto. Il disagio cresce. E, forse non a caso, la Veneranda Arca ha invitato papa Francesco in Basilica: prove generali per riavviare un dialogo che sembra perduto.(cri.gen.)

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