Un palazzo degradato rovina l’intero quartiere

SELVAZZANO. La località tra Feriole e la Montecchia è da tempo considerata una meta ambita per gli investitori immobiliari, grazie anche alla particolare cura del paesaggio e alle raffinate costruzioni che vi vengono realizzate. Ma quanto appare agli occhi del visitatore che proviene dalla parte del complesso sorto dalla ristrutturazione del vecchio essiccatoio per il tabacco, non è certamente consono con il resto del contesto. L’erba alta avvolge, quasi ghermendola brutalmente, l’area del parco giochi che costeggia la strada. Neppure i cani da caccia amano avventurarsi all’interno della giungla erbosa, divenuta habitat di animali di diverse specie, dai ratti ai rettili per non parlare dei fastidiosi insetti. Lo scivolo e alcuni giochini sono quasi interamente coperti, e le panchine che costeggiano i vialetti che portano alla piazza che si trova dietro la palestra pubblica sono inservibili, a causa dai cespugli che le hanno praticamente avvinghiate. Un tratto del piazzale dietro la struttura sportiva è di fatto abbandonato, e dalle mattonelle spunta prepotente la gramigna. Spostandosi all’interno della piazza intitolata all’eroe dell’Arma dei carabinieri, Salvo d’Acquisto, si nota una grande fontana in disuso con le panche di legno adagiate sul bordo completamente rinsecchite e inutilizzabili. Sullo sfondo appare un condominio di recente costruzione dalle rifiniture moderne, che però mostra il suo lato negativo: diversi appartamenti sono invenduti e le vetrine dei negozi sono inesorabilmente vuote. Eppure la zona è tra le più ambite. Ma allora quale può essere la causa di tanta disaffezione verso questi immobili? La risposta arriva da sola volgendo lo sguardo verso destra: un complesso in rovina spicca in tutto il suo abbandono. La tipologia di costruzione fa capire che l’impresa non aveva certamente lesinato nei materiali, ma qualcosa è andato storto e ora lo scheletro è preda di muffe e rifugio di colombi e altri animali. All’interno dello scivolo dei garage si nota l’acqua stagnante che ha raggiunto dopo le recenti piogge dei livelli consistenti: il rischio che qualche bambino possa finirci dentro dopo aver eluso la sorveglianza dei genitori è alto. La recinzione, peraltro fatiscente, è stata posta a spese dell’amministrazione comunale, dato che la ditta proprietaria è fallita ed è irreperibile, avendo tra l’altro la sede in Uruguay. La questione è controversa e merita molta attenzione, sia dal punto di vista della sicurezza che del degrado e del danno d’immagine. E su questa strada si stanno muovendo sia il Comune che i comitati degli esasperati cittadini: il recupero dell’area è legato all’incasso di una fidejussione depositata in Comune.
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