I taxisti: « Date a noi le corse notturne dei bus più vuoti»

La crisi della cooperativa è soprattutto in zona industriale «Alcuni tragitti li possiamo fare a costi inferiori all’Aps»
CARRAI - SCIOPERO TAXI
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PADOVA. La Cooperartiva Radio Taxi è pronta alla “scalata” verso il pubblico, se non fosse che il pubblico fa orecchie da mercante. Alla luce della profonda crisi che sta investendo il trasporto pubblico, e vista la flessione subita dalla stessa categoria, i tassisti padovani si dicono disposti a sostituire i bus nei periodi di “morbida”, ovvero quando gli autobus sono semivuoti e i taxi fermi.

«Ci offriamo al posto delle linee periferiche che di sera sono richieste poco o nulla come il 22 che collega Torre con il centro», avanza Walter Basso, segretario provinciale trasporto persone della Cna. «Nella stessa situazione sono la maggioranza delle linee la domenica mattina».

Loro, i tassisti, i conti li hanno già fatti: «un taxi costa 1,20 euro a chilometro ed evade le chiamate in massimo 7 secondi», spiega Basso, «mentre un bus costa quasi 5 euro a km: 2 euro per il mezzo e 3 per pagare, legittimamente, il consiglio di amministrazione. Se parte dell’incentivo pubblico fosse girato ai tassisti si darebbe vita ad un servizio più snello senza nulla togliere agli autisti Aps».

Portano ad esempio Modena che, con grande successo, da tempo ha scelto, per i trasporti, la via dell’integrazione pubblico-privato. E, per dimostrare che fanno sul serio, sottolineano le 57 mila persone che ogni anno gestiscono con l’Air Service (il trasporto per e da gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Bologna). Il tutto senza un centesimo di incentivo pubblico per una cooperativa forte e compatta che ha l’orgoglio di raccogliere 148 licenze su 150, più un taxi merci, 14 collaborazioni familiari e 15 autisti del servizio Air Service. Sommando anche i 14 dipendenti (le centraliniste) il giro totale è di 200 persone impiegate.

Il presidente, Giuseppe Zuin, sostiene la vocazione europeista imboccata molti anni fa, anche per merito dell’ex presidente Basso. «Cerchiamo di dare servizi eccellenti a costi onesti», riferisce Zuin, «ma negli ultimi anni abbiamo registrato una valanga di aumenti, basti pensare quello dell’autostrada Padova Venezia che ci costa il 100% in più. Dunque le nostre auto (150) stanno molte ore ferme: se 3 anni fa l’attesa massima era di 15 minuti, oggi è di 40, con punte oltre 1 ora».

Il dato più pesante è dato dalla Zona Industriale con una flessione storica: «meno 60%», rivela Zuin, «se gli alberghi del comparto, come Ibis e Sheraton, erano piazze proficue, adesso nei paraggi non resta più di una vettura e la crisi si estende fino a Noventa e la zona dei calzaturifici. Preferiamo le zone centrali e, comunque, in la media delle corse è precipitata a 2 all’ora». Tengono ospedale ed università, non è mai decollata la Fiera e funzionano i prezzi fissi: 6,50 euro per il Santo e 7 euro stazione-ospedale e viceversa». Oggi un tassista porta a casa 1200-1300 euro al mese, senza tredicesima, quattordicesima e Tfr, a fronte di un investimento iniziale, la licenza, di 150 mila euro.
 

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