«Abbiamo il diritto di non aprire i negozi»

MONTEGROTTO TERME. Il richiamo del sindaco Massimo Bordin ai 14 commercianti che durante la manifestazione di “Montegrotto in fiore” hanno deciso di non tenere aperto il negozio ha sollevato il solito putiferio di polemiche. Difende i colleghi, il presidente dell’Ascom Confcommercio dell’area termale Michele Ghiraldo. «Abbiamo già le banche che ci richiamano», ha detto, «ma che ci richiami anche il sindaco di Montegrotto, beh, rispedisco al mittente la sua ramanzina dal vago sapore scolastico». «Non vedo cosa si possa opporre ai commercianti che non vogliono tenere aperto se non una programmazione seria di manifestazioni che dovrebbero essere a loro volta serie. Nello specifico siamo di fronte a una rassegna ordinaria che, nonostante il romantico titolo, di fiori ne ha visti pochini. Chi mettendo sul piatto della bilancia costi certi e introiti incerti, ha ritenuto di tenere aperto lo ha fatto, chi invece ha valutato che i costi fossero superiori al ricavo, ha tenuto chiuso. Non vedo come il sindaco possa “sindacare” su questo». Ghiraldo concorda sulla sinergia tra turismo e commercio, ma «o c’è la volontà di mettersi seduti e programmare assieme gli eventi, oppure è difficile pensare che i diktat siano accettati da tutti».
In difesa dei commercianti è intervenuto anche il consigliere di opposizione Riccardo Mortandello. «Il sindaco farebbe meglio a guardare al proprio orticello», ha detto, «tolga gli spazi per le locandine elettorali installati da oltre due mesi in piazza Mercato che, in piena stagione turistica, danno un’idea di abbandono e degrado. Questa segnalazione mi è arrivata da alcuni turisti italiani che hanno anche evidenziato la scarsa organizzazione della festa dei fiori poco o nulla pubblicizzata negli hotel. Sempre a loro dire, la manifestazione ha inoltre assunto più le sembianze di un mercato ambulante, poco tematizzato e molto confusionario. Il sindaco e l’assessore al Commercio Luca Squarcina invece di bacchettare i negozianti, abbiano il coraggio di prendere una posizione neutra sul mega centro commerciale del P1 ad Abano».
Irene Zaino
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