Blitz della Polizia municipale, maxi-sequestro di giocattoli cinesi

sempre più al centro della bufera il Centro Ingrosso Cina di corso Stati Uniti. Dopo la maxi multa della Guardia di Finanza e il sequestro della Capitaneria di Porto di Venezia, martedì sono entrati in azione gli agenti della polizia municipale, per il terzo blitz nel giro di un mese. Un sopralluogo proficuo se è vero che gli uomini guidati dal comandate Lorenzo Panizzolo, hanno sequestrato più di 3500 oggetti di vario genere, oltre a due tipi di giocattoli, prelevati per essere sottoposti a test di laboratorio.
Martedì mattina, nell’ambito del progetto “Insieme contro la contraffazione” portato avanti con la collaborazione della Camera di Commercio, gli agenti hanno passato al setaccio tre box al civico 1 di corso Stati Uniti. Più di 500 prodotti in vendita all’ingrosso (principalmente giocattoli per bambini, ma anche palloni e parrucche sintetiche) sono stati sottoposti a sequestro penale e a carico di due esercenti verranno contestati i reati di frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Le confezioni, infatti, presentano il marchio CE, che dovrebbe garantire uno standard di qualità e sicurezza. Ma le caratteristiche non rispecchiano i diktat previsti dai regolamenti comunitari, anzi, dopo i rilievi effettuati dalla polizia, sembrano rimandare più al marchio “China Export”. Sono 3000, invece, i giocattoli posti sotto sequestro amministrativo, per varie carenze. In alcune confezioni non vi era infatti traccia delle indicazioni dell’importatore, altre non presentavano avvertenze in lingua italiana, in altre ancora non vi era nessun riferimento al prodotto. In poche parole non c’era traccia di chi fossero fabbricanti e importatori, o quale fosse l’età minima per poter utilizzare il gioco. Infine, due tipi di giocattoli (una pallina contenente un liquido in cui nuota un pesciolino ed una pistola-giocattolo che spara bolle di sapone), privi di indicazioni sufficienti, verranno sottoposti a specifici test di laboratorio per verificarne la pericolosità. I titolari dell’ingrosso, per il momento, rischiano multe fino a 10 mila euro. «Non è una caccia alle streghe», tiene a precisare l’assessore alla polizia municipale Marco Carrai. «Il centro smercia migliaia di prodotti, i controlli sono necessari».
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