Picchiata e rapinata, ma l'anziana ora non li riconosce più: assolti

Era stata picchiata e rapinata: dopo sei mesi di custodia cautelate tornano liberi Antonio Petrone, 39 anni di Stanghella e Stefania Barin, 44 di Solesino. Non hanno commesso il fatto
FERRO - CONFERENZA QUESTURA RAPINA VIA SAN MICHELI
FERRO - CONFERENZA QUESTURA RAPINA VIA SAN MICHELI

PADOVA. Era stata rapinata e picchiata al centro anziani Ivo Scapolo di via Sanmicheli. Aveva riconosciuto i due aggressori da un book fotografico visto in Questura. L’altro giorno in tribunale, quando il giudice Nicoletta De Nardus, presidente del collegio, le ha chiesto se riconosceva i due imputati presenti in aula ha riferito che non era sicura che fossero loro. Anzi guardandoli bene, ha detto che non li aveva mai visti. Così, Antonio Petrone, 39 anni di Stanghella e Stefania Barin, 44 di Solesino (entrambi difesi dall’avvocato Rodolfo Romito) sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Petrone per questo fatto è stato in custodia cautelare in carcere 6 mesi, lo stesso periodo che la sua presunta complice ha passato ai domiciliari.

Maria Maddalena Valeschini, 89 anni, nell’agosto dello scorso anno è stata picchiata e rapinata al centro anziani Scapolo. Era domenica pomeriggio di fine agosto, ore 14.30.Un uomo e una donna si presentano all’interno del centro ricreativo per anziani e trovano Maria Maddalena nell’atrio. Le sbarrano la strada, le chiedono se lavora lì. L’anziana ingenuamente risponde ma l’uomo le sferra un pugno in faccia, le afferra la catena che tiene al collo e gliela strappa. Maria Maddalena viene ricoverata in pronto soccorso con il volto tumefatto. La polizia avvia le indagini. Fondamentale è stata la ricostruzione della pensionata che ha spiegato nei minimi particolari agli investigatori di Calì quello che è successo all’interno del centro ricreativo. In particolare ha avuto l’accortezza di riportare una frase che, di fatto, ha consentito all’indagine di decollare. I due rapinatori, prima di colpire, hanno chiesto alla vittima se lavorava lì. Una domanda che poteva fare solo una persona che era già stata all’interno della struttura. Con questo indizio i poliziotti sono andati a ritroso di qualche mese, mettendolo in relazione con il furto di un portafoglio a un’altra anziana: una donna sull’ottantina con un nipote violento e insistente, perennemente a caccia di soldi, un nipote che si chiama Antonio Petrone.

È bastato mostrare la sua foto segnaletica a Maria Maddalena Valeschini per avere le certezza sull’identità del violento. In tribunale però l’anziana, chiamata a riconoscere la coppia, ha ammesso candidamente che non erano loro i suoi aggressori. Forse si era sbagliata. Entrambi sono stati immediatamente scarcerati. All’indomani dell’aggressione l’anziana aveva detto «Non li perdono per quello che hanno fatto». 

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