Abano Terme, quinto cassonetto di carta a fuoco

ABANO TERME. Erano alte le fiamme che giovedì notte, alle 23.15, hanno rischiarato l'angolo buio all'incrocio fra via Battisti e via Verdi: un cassonetto della carta bruciava al limite di un'aiuola. I vigili del fuoco, prontamente intervenuti, hanno impedito che il fuoco si propagasse a macchine e alberi tutt'attorno.
«Questo è il quinto intervento da metà aprile», spiega uno dei pompieri intervenuti, «tutti nella zona di Abano e Montegrotto. Di solito facciamo interventi di questo tipo una volta ogni due mesi, ma da un mese a questa parte le uscite per cassonetti in fiamme si sono moltiplicate».
Strano ancor più se si pensa che questi cinque cassonetti erano tutti della carta, quelli che bruciano meglio, che tutti sono andati a fuoco fra le 23 e le 23.30, tutti nella zona ai confini tra i due centri termali, e che tre di questi sono bruciati in una zona circoscritta, attorno a via Configliachi a Montegrotto, nell'arco di una settimana appena.
«Di solito, i cassonetti della carta non bruciano», continua il vigile del fuoco, «i cassonetti si incendiano perché qualche disattento getta la cenere del caminetto o del barbecue, ma sono sempre quelli dell'indifferenziata. Non possiamo dire se l'origine è dolosa, questo spetta ai carabinieri, ma i nostri sospetti li abbiamo».
Fare due più due è facile: qualche teppistello, protetto dalla notte, si diverte ad aggirarsi per Abano e Montegrotto dando fuoco ai cassonetti che producono le fiamme più alte. Una bravata, d'accordo, ma con un bel costo per la collettività, e non priva di pericoli se si pensa che il fuoco può propagarsi ad alberi, macchine e, nella più infausta delle ipotesi, case. La pulce è già arivata all'orecchio dei carabineri, che ora provvederanno a indagare.
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