Montagnana, un migliaio in corteo per 5 vite durate troppo poco

Toccante fiaccolata per Montagnana ricordando i cinque ragazzi che negli ultimi mesi hanno voluto prendere commiato dall’esistenza
Montagnana, 12.05.2013 Fiaccolata contro morti violente. Nella foto: il corteo in via S. Francesco
Montagnana, 12.05.2013 Fiaccolata contro morti violente. Nella foto: il corteo in via S. Francesco

MONTAGNANA. David, Franco, Nicola, Tiago, Kora. Cinque tragedie che hanno scosso la città in pochi mesi. A loro era dedicata la fiaccolata che ieri sera ha abbracciato un migliaio di montagnanesi. "La città si illumina", questo il versetto dell'Apocalisse che ha dato il nome all'evento, voluto da parrocchia eComune per riflettere sui recenti lutti che hanno toccato cinque famiglie della città, per 5 giovani che hanno deciso di interrompere la propria vita.

La folla si è radunata davanti al duomo alle 20, accolta da don Renzo Zecchin e da giovani e associazioni della parrocchia. Assieme a loro anche alcuni familiari delle cinque vittime, che sono state ricordate all'inizio della processione e poi nel corso della serata con un minuto di silenzio.

«La loro sofferenza è pure la nostra», ha spiegato uno degli organizzatori, Giuseppe Galvan. «Dobbiamo donare nuova luce a questa città. Questo dolore sia la forza per scoprire una vita nuova. Inauguriamo oggi un nuovo modo di fare comunità, fatta di relazione, di umiltà. delicatezza e bontà».

«Non siamo sognatori e sappiamo che non basta una serata a rendere una città bella, ma vogliamo iniziare da qui», ha sottolineato don Zecchin.

Fiaccole e lumi alla mano, il corteo ha raggiunto tre punti. Prima tappa alla chiesa di San Francesco, dove le clarisse hanno lasciato una toccante testimonianza, uscendo dal convento e mescolandosi alla comunità. Evento raro e forte. «Ogni viaggio per mare necessita di una carta di viaggio», hanno testimoniato. «Vi consegniamo la nostra carta, il Padre Nostro, mappa che porta al Padre. E in questo viaggio non possiamo che fermarci in quelli che devono essere necessariamente i nostri porti, le relazioni d'amore». La processione ha poi proseguito verso il municipio, dove ha parlato l'assessore Matteo Mantoan: «Le istituzioni hanno il dovere di comprendere il senso di disagio della comunità e le sue esigenze. Pur nel dolore degli eventi, in questi giorni una nuova realtà sta nascendo, lasciamoci contagiare».Ultima tappa, piazza Trieste, dove a testimoniare sono stati i giovani delle scuole e delle associazioni.

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